Dopo l’enorme leone d’oro sotto la navata del Grand Palais, un iceberg nel cuore di Parigi, un casinò, un bistrot e una via cittadina degli anni Venti (con tanto di fermata di Metro ricostruita al Teatro 5 di Cinecittà a Roma), ora Karl Lagerfeld sceglie per la sfilata Haute Couture primavera estate 2016 di Chanel di stupire i suoi ospiti con un enorme giardino dal minimalismo tipicamente scandinavo.

Così, mentre la ville lumiere è avvolta da una coltre di nebbia, all’interno del Grand Palais splende il sole e il cielo è blu e gelido, come solo al Nord Europa sa essere. Le sue creazioni escono da un’enorme struttura realizzata all’insegna del green-friendly (anticipata dall’invito realizzato su una tavoletta di legno) come fossero apparizioni di un film di Bergman.

A comandare, ancora, quel savoir faire su cui kaiser Karl ha costruito tutta la sua carriera, tanto che ebbe a dire: «La Haute Couture è il massimo del lusso. È la perfezione con un carattere esclusivo. Implica pazienza e uno spirito moderno e contemporaneo. La Haute Couture è il simbolo assoluto dell’eleganza e della bellezza del savoir-faire artigiano. In questo risiede il suo splendore e la sua magia».

Galleria di immagini: Chanel: la collezione Haute Couture primavera estate 2016

Immancabile il tweed, i tailleur (da anni rivisitati nelle fogge più all’avanguardia), tanto bianco e blu, moltissimo beige (“Gabrielle Chanel era la regina del beige“, ha commentato Lagerfeld)Le lunghezze sono alla caviglia. Gli abiti da sera guardano agli anni Dieci, sfruttando sete impalpabili e lavorazioni preziose, mentre le scarpe rivisitano l’iconico bianco e blu del décolleté Chanel alzandosi su zeppe dalla forma irregolare.

Le maniche si gonfiano e si strutturano, diventano importanti i colletti, il coprispalla si allunga e diventa un vero e proprio mantello, fa la sua comparsa un porta smartphone da portare alla cintura, coordinato con l’abito. E poi frange, ricami, fiori tridimensionali a insistere che l’haute couture trova la sua ragione d’esser proprio nelle sapienti mani delle sarte che cuciono, ricamano, mettono in atto le invenzioni e le visioni di Lagerfeld.

A concludere, i capelli raccolti e il make up grafico fanno di questa donna Chanel una figura a metà strada tra questo mondo, fatto di cellulari e scarpe comode, e un mondo passato, quasi mitizzato, dove tornare se si vuole salvare il pianeta: una donna proiettata al domani ma che non dimentica le sue radici. Non cede a vezzi minimalisti il Kaiser, la sua collezione, ancora una volta, è opulenta ed elegante, ancora una volta fatta per sognare.

Seduta ormai in prima fila Cara Delavigne, mentre a sfilare sono  le nuove muse di gran parte degli stilisti, Mica Arganaraz, Kendall Jenner e la burrosa (si far per dire…) Gigi Hadid che sta conquistando le vette occupate dalle top model più richieste e pagate. Non mancano le storiche Maria Carla Boscono Lindsey Wixon. Ad applaudire lo show, oltre alla Delavigne, le attrici Diane Kruger, Gwyneth Paltrow, Monica Bellucci e Marine Vacth.