La fragranza Chanel No. 5 è una delle più apprezzate dalle donne e certamente la più conosciuta. «Ho lanciato la mia collezione il 5 maggio, il quinto mese dell’anno, lascerò che questo numero gli porti fortuna». Sono le parole di una Coco Chanel, ormai presente nell’immaginario di tutti grazie alla sua sperimentazione stilistica, avanguardia creativa ed al coraggio di portare avanti le proprio idee (nonché ideali), che annunciano e presentano la fragranza che, in collaborazione con il chimico Ernest Beaux, diventerà l‘emblema della Maison, producendo un fatturato altissimo anche cento anni dopo: Chanel No. 5. Secondo alcuni, tuttavia, il nome si deve al fatto che Coco Chanel lo scelse dopo aver annusato la quinta prova sottoposta da Ernest Beaux.

Era il 1921, gli anni ruggenti, gli anni nei quali la bellezza femminile era sovvertita per lasciare spazio alla donna del nuovo Millennio. Erano gli anni in cui, con elementi innovativi, lo Chanel No. 5 fu capace di passare alla storia. “Non voglio nessun olezzo di rose o mughetto” spiegò Chanel, “voglio un profumo elaborato“: e così fu. Il gelsomino e la rosa incontrarono, per la prima volta, elementi chimici, tra cui gli aldeidi, che permettevano alla fragranza di essere, oltre che aggraziata, anche dirompente e persistente. Sensorialmente parlando, è uno dei profumi precursori dell’eleganza femminile legata alla sperimentazione.

«Voglio dare alle donne un profumo artificiale, sì, artificiale, ossia prodotto in laboratorio. Voglio un profumo composto» affermava Coco Chanel. Ottanta sono gli ingredienti contenuti nel profumo e quello che più lo contraddistingue è, senza dubbio, la rosa di maggio. Le note di testa che aprono il profumo sono quelle degli aldeidi, del bergamotto, del limone e del neroli, sancendo una tonalità a tratti aspra. Il gelsomino, la rosa, il mughetto e l’iris pulsano nel cuore della fragranza, lasciando esplodere la femminilità e la caratteristica bucolica. A sorreggere la costruzione olfattiva, il vetiver, il sandalo, la vaniglia e l’ambra, che ne definiscono la corposità.

Dal 1921, anno della sua creazione, fino al 1924, il profumo fu venduto solo nella boutique di Coco Chanel, senza l’aiuto di quello che, oggi, è chiamato advertising. Bisognerà attendere il 1924 per avere la prima vera e propria pubblicazione di una pubblicità apparsa anche sul New York Times (fino ad allora vi erano state solo vignette o schizzi ritenuti impropriamente primi casi di comunicazione della fragranza).

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la più grande testimonial di Chanel No. 5 fu Marilyn Monroe che, nel 1952, affermava di andare a letto avvolta dal suo profumo. La frase «Cosa indosso a letto? Chanel No. 5, ovviamente» diventò il caposaldo della comunicazione del profumo anche con le testimonial successive tra cui Nicole Kidman ed Audry Tautou. Per correre fino ai giorni nostri, l’ultima scelta di Marketing, Ottobre 2014, vede la collaborazione della Maison con Baz Luhrmann che realizza un mini-film per la campagna pubblicitaria di Chanel Nº 5. Il mini-film è interpretato dalla supermodella Gisele Bündchen e dall’attore olandese Michiel Huisman, accompagnato da una versione lenta e romantica di You’re the One That I Want, celebre brano di Grease interpretato dal cantante statunitense Lo-Fang. Degna di nota è la citazione di Andy Warhol che decise, con la serigrafia intitolata “Ads”, di raffigurare il colosso della profumeria internazionale, che perderà il primato di profumo più venduto in Francia dopo il lancio di J’Adore.

«Il N°5 è l’unico esempio di profumo che acquista carattere di singolarità con il passare del tempo. Ogni anno ne aumenta il fascino, il mistero, la profondità» afferma Jacques Polge, creatore in esclusiva dei profumi Chanel dal 1979. Anche la confezione non è variata, se non minimamente, nel tempo: una struttura squadrata, un’etichetta stampata sul fronte con il nome del profumo. Il vero principe del packaging è l’ocra del liquido.

Prezzo – Chanel No. 5 ha diversi costi in base alle dimensioni, partendo, da 80 euro per superare anche i 100 euro.