Il Principato di Monaco e la monarchia britannica si uniscono? A quanto pare, almeno per un giorno, è stato così. Il Principe Harry, ieri, è andato a vedere la partita Inghilterra – Sud Africa di rugby a Twickenham insieme a un’accompagnatrice d’eccezione: la Principessa Charlene di Monaco.

Mentre il Principe Harry ha partecipato alla partita in veste di vice patrono del Rugby Football Union, la Principessa Charlene ha voluto assistere essendo tifosa degli Springbok, la squadra di rugby sudafricana, dal momento che lei è originaria del Paese.

Charlene ha sfoggiato una mise glam, anche se molto anni’80: la Principessa indossava una camicia bianca dal colletto alto e un cappotto doppiopetto nero, abbinando l’outfit a orecchini di perle vistosi e rossetto rosso fuoco. Ha poi scelto di portare il nuovo taglio pixie all’indietro, riprendendo lo stile di Sharon Stone in Basic Instinct.

Come tutti i britannici che ieri hanno ricordato ufficialmente i caduti nelle file dell’esercito britannico durante la Prima Guerra Mondiale, anche la Principessa Charlene di Monaco si è vestita di nero e ha indossato come spilla il tradizionale papavero rosso, fiore scelto proprio per il Remembrance Day.

La visita di Charlene ha lasciato tutti meravigliati, in quanto si credeva che il Principe Harry sarebbe arrivato all’evento in compagnia della sua nuova ragazza, Meghan Markle. L’attrice canadese ha trascorso, infatti, il weekend a Londra, dopo che un comunicato ufficiale di Kensington Palace aveva confermato la notizia del fidanzamento tra i due per denunciare gli attacchi e la pressione della stampa nei confronti della ragazza.

Il Principe Harry, prima di arrivare allo stadio Twickenham in compagnia della Principessa Charlene, è andato in visita ufficiale al Rose and Poppy Gates, la nuova istallazione sponsorizzata dal Rugby Fotball Union per commemorare i caduti britannici della Grande Guerra. Ha anche incontrato i creatori della serie cinematografica Rose and Poppy, che si occupa proprio di capire come la guerra abbia influenzato le comunità di rugby dell’epoca e del futuro.