Prima visita ufficiale per Alberto II di Monaco e Charlene Wittstock da Papa Francesco: lo scorso 18 gennaio, i reali del Principato di Monaco si sono infatti recati in Vaticano per un’udienza privata con il pontefice.

Questa, tuttavia, non è la prima volta che i reali di Monaco hanno fatto visita al Vaticano: nel 2013 avevano già incontrato Benedetto XVI, ma quest’ultima occasione è stata colta anche per ringraziare il pontefice per la speciale benedizione ricevuta durante il battesimo dei gemelli Jacques e Gabriella di Monaco, che lo scorso 10 gennaio hanno compiuto il loro primo anno di vita.

Accolti al palazzo apostolico dal monsignor Georg Gänswein, il prefetto della Casa pontificia, per l’importante occasione Charlène ha seguito il dress code richiesto dal cerimoniale: di bianco vestita, infatti, ha fatto il suo ingresso per l’udienza.

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Abito e cappotto bianco, con un velo in pizzo candido in testa: questo tuttavia risulta essere un privilegio che in passato è stato concesso a poche altre donne, in visita dal Papa, tra cui l’attuale Regina di Spagna, Letizia, e l’ex regina della penisola iberica Sofia di Spagna, e ancora alla Regina Mathilde del Belgio e all’ex Regina Paola del Belgio, e la granduchessa del Lussemburgo, Maria Teresa.

Il “privilegio del bianco”, infatti, viene concesso solo alle regine o principesse regnanti (come nel caso di Charlène) di religione cattolica: differentemente, invece, le altre donne e le regine che seguono una religione diversa al momento dell’udienza con il Papa devono seguire un dress code total black, ovvero indossando abiti e copricapo neri.

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Charlène Wittstock: l’importanza del privilegio e l’udienza

Quello concesso alla principessa Charlène di Monaco e insieme a lei alle altre regine, è un privilegio secolare che fino al 1946 fu concesso anche alla regina d’Italia e alle principesse di Casa Savoia: sebbene siano paesi cattolici questo, invece, non sarebbe concesso al principato del Liechtenstein e al regno del Lesotho. Al Principato di Monaco, invece, è stato da poco concesso, solamente nel 2013.

Solo le regine e le principesse di religione cattolica, quindi, hanno il privilegio di indossare il bianco: le altre donne, invece, dovrebbero indossare un abito con velo nero, sempre rigorosamente non scollato, poco appariscente e lungo almeno sotto il ginocchio.

Tuttavia, nel corso degli anni, non tutti hanno seguito queste regole: a vestire di bianco davanti a Papa Benedetto XVI è stata anche Cherie Blair, moglie dell’ex Primo Ministro inglese Tony Blair, in un’udienza con il pontefice nel 2006. Errore compiuto nel 1989 anche dall’allora First Lady Raissa Gorbaciova, moglie del presidente Michail Gorbaciov quando, per un’udienza con Giovanni Paolo II, ha dato scalpore indossando un abito rosso. Tra i colori vietati si trova anche il viola, per via del suo significato liturgico, in quanto rappresenta la penitenza.

Durante le udienze in Vaticano con il Papa, che siano ufficiali o private, oltre alla tradizione dell’abito, ci sarebbe anche quella del dono: i doni, comunque, non devono essere necessariamente preziosi, basti ricordare quando, durante la visita di San Josemaria Escrivà de Balaguer, l’uomo portò a Paolo VI una cassetta di arance.

Durante la cerimonia, inoltre, vanno tenute delle regole di comportamento: per avvicinarsi al pontefice bisogna infatti attendere il gesto del cerimoniere, e si può parlare con Sua Santità dopo un suo cenno di saluto o una sua domanda.