Tradizionale contro modaiolo. Bianco contro avorio. Giorgio Armani contro John Galliano. Scollo a barca contro spalline di tulle. Ecco alcune delle caratteristiche che hanno contraddistinto i due chiacchieratissimi matrimoni di Charlene Wittstock, principessa consorte di Alberto di Monaco, e Kate Moss, supermodella e neomoglie del chitarrista della band britannica The Kills, le quali hanno pronunciato il loro fatidico sì a un solo giorno di distanza una dall’altra.

Galleria di immagini: Kate Moss e Charlene Wittstock: abiti da sposa

Bellissime ma dotate di fisici dalle forme completamente diverse, le spose hanno affidato alle mani dei due stilisti la responsabilità di dare alla luce due creazioni originali capaci di soddisfare completamente il gusto ben definito di entrambe. Sebbene le differenze siano tantissime, un punto in comune che lega i due abiti sta negli immancabili punti luce, amatissimi dalle spose. Dunque ecco una vera e proprio cascata di cristalli chiarissimi sull’abito della sudafricana, ripresi poi dal ricamo sul fondo del lunghissimo strascico – unica concessione sfarzosa allo stile sobrio scelto dalla principessa – mentre per l’inglese un tripudio di luminosissime pietre color champagne adornano il corpetto dal taglio diagonale, per poi scendere fino alle scarpe di Manolo Blahnik in un romantico disegno floreale.

Nell’abito di Galliano sono le trasparenze e i giochi di tulle a farla da padrone, segnando le – poche – curve della Moss che lascia tranquillamente intravedere le gambe magrissime oltre a un accenno di scollatura, resa ancora più sensuale dallo scollo a V e dalla leggerezza della stoffa che poco lascia all’immaginazione. Tutt’altra storia invece per la Wittstock che, nonostante non abbia nulla da invidiare alla modella, ha saggiamente scelto una linea a barca che cinge le spalle ben definite e abbraccia la vita e i fianchi, aprendosi poi sul fondo fino a coprire completamente i piedi.

Entrambe le spose hanno poi optato per il velo, più lungo per Charlene, semplicissimo e impalpabile raccolto sulla nuca come di consuetudine quando la lunghezza lo consente. Lo strascico, presente sui due abiti, è invece sostanzialmente differente, scelta dettata anche dal diverso rango delle cerimonie. Eccone dunque uno cortissimo per la Moss, leggero e in grado di consentire autonomamente la maggior parte dei movimenti, contro uno lunghissimo e più sostanzioso per la Wittstock, aiutata però dalla damigella d’onore a raggiungere l’altare dove un emozionato Alberto ha atteso il suo ingresso nel cortile di Palazzo Grimaldi.

Diversi ma ugualmente interessanti, entrambi gli abiti da sposa hanno sicuramente fatto e faranno ancora parlare a lungo di loro stampa e pubblico. E per voi chi è la più bella?