La coppia viene quotidianamente sottoposta a un vero e proprio bombardamento mediatico, con una serie di messaggi, spesso fuorvianti, che rischiano di ingenerare fraintendimenti nefasti, specialmente riguardo alle aspettative da nutrire reciprocamente. Nel mirino sembra essere soprattutto il matrimonio, istituzione vista da taluni come requisito indefettibile per consolidare un rapporto, da altri come mera formalità più che evitabile.

L’amore, però, si nutre anche di informazioni delicate: sulla personalità dell’amato bene ma anche sulla propria. Solo dopo avere acquisito queste informazioni si può essere certi di avviarsi verso un consolidamento del rapporto privo di macroscopici ostacoli. Il New York Times ha recentemente pubblicato gli esiti di una ricerca da cui emerge che, nel corso del 2009, più della metà delle donne americane con meno di trent’anni ha dato alla luce figli fuori del matrimonio.

L’opinione pubblica statunitense si è interrogata sulla motivazione alla base di questi dati, e la risposta ha puntato i riflettori sul fattore economico. Però il dibattito che ne è scaturito ha dato modo di approfondire ulteriormente la questione: così sono emersi altri fattori che inciderebbero sulla scarsa propensione delle più giovani nei riguardi del matrimonio. Questi fattori sono tutti ascrivibili alla parola “conoscenza”. Ecco dunque le più importanti cose da sapere prima di salire all’altare.

Anzitutto, bisogna sapere che cosa è davvero il matrimonio, ossia avere aspettative realistiche al riguardo: sono molte le donne che si sposano convinte che il vincolo nuziale appiani come per miracolo eventuali dissapori e divergenze con il partner. Meglio avere chiaro che ciò che non va durante il fidanzamento, non migliorerà con le nozze, ma anzi potrà solo assumere sembianze difficilmente gestibili.

In secondo luogo, occorre sapere quali sono i propri limiti: troppe le donne che convolano a nozze quando ancora non sono compiutamente giunte a una vera maturazione personale, e si ritrovano poi a gestire una duplice conflittualità: con il partner e con la propria indole. Meglio compiere il grande passo quando ci si conosce più che a sufficienza e si è in grado di padroneggiare adeguatamente le emozioni e gli stati d’animo.

Terza cosa da sapere: mai come quando si parla di nozze, la fretta è cattiva consigliera. Decidere di sposarsi e avere figli con una persona che non si conosce davvero bene può rivelarsi una fonte inesauribile di delusioni e di dolore. Meglio prendersi tutto il tempo che serve, e se il partner si mostra frettoloso, chiarire la propria posizione in maniera ferma. Se non si riesce a trovare il coraggio di chiedere più tempo, è bene pensare alle conseguenze di decisioni frettolose sull’eventuale prole: non c’è niente di peggio che fornire ai propri figli un modello di coppia negativo.

Proprio le dinamiche della famiglia d’origine possono influenzare il  matrimonio: chi ha respirato e toccato con mano l’amore dei genitori tenderà a riprodurre la medesima dinamica. Chi invece non ha avuto questa fortuna non deve però scoraggiarsi: in questi casi possono supplire modelli esterni di coppia, da assumere come riferimento comportamentale.

L’ultima cosa da sapere, infine, è che l’ottimismo porta bene e soprattutto è contagioso: vivere il presente e guardare al futuro con fiducia può fare imprimere una svolta significativa alla propria vita. Senza dimenticare che l’amore (quello vero) promuove e spinge le persone a esprimere al meglio le potenzialità. Come canta Ivano Fossati: «L’amore illumina le strade, fa grandi le occasioni di credere e imparare…l’amore fa aprire bene gli occhi, amare più se stessi».   

Fonte: Tres Sugar