Arrivi su Twitter per caso, perché ne hai sentito parlare in tv o sui giornali, per vedere cos’ha di diverso da Facebook e ti ritrovi, come me, dopo un anno a non poterne più fare a meno. Altri 6 mesi e conseguirò il master in Twittologia applicata all’antropologia. Perché di antropologia si tratta, e posso dire con certezza che la teoria darwiniana è incompleta. Discendiamo dalle scimmie, stavamo sugli alberi e, ha omesso il caro Charles,  la parte più importante: ci torneremo. Pessimismo? No, realismo. Ma avremo tutti uno smartphone con cui comunicare da una liana all’altra.

Il social è il bar 2.0 del nuovo millennio, mancano i pulsanti “Caffè” e “Balordi al tavolino che giocano a birra”. Si crea un meltin’ pot di umani, ci sono: i fedelissimi, chi si ferma a curiosare, chi viene a leggere i giornali a scrocco e chi per farsi lusingare dal barista che ti fa il cappuccino con la dedica. Perché Twitter è anche terreno d’incontri, un sottobosco di moine e approcci si snodano tra Direct Message e stelline. Dimmi chi retwitti e ti dirò con chi flirti. Ognuno si fa un’idea e sceglie chi seguire in base ai propri gusti, nella classifica che sto per stilare segnalo alcuni tra i più strani/divertenti/preoccupanti/da TSO .

I 5 tipi di uomini che puoi incontrare su Twitter:

1)  Il piacione: foto da manuale, solitamente in bianco e nero, inquadra una porzione di spalla, addominali o bicipite. Non c’è una foto a figura intera perché se hanno gli addominali scolpiti sono bassi, se hanno il bicipite in forma hanno il monociglio e se hanno delle belle spalle è il davanti che li frega. Alludono a corteggiatrici che in privato offrono i propri favori sessuali e raccontano di quando, quella volta, la fece godere sul cofano di una vecchia Ritmo. Nella maggior parte dei casi si tratta di chi, mentre aspetta che sia pronta la cena, trova un diversivo alle serate da sposato. Seguono solo donne con foto profilo accattivanti. Una volta uno di loro seguì un uomo, venne costretto alla visione di “Che tempo che Fa” per 3 giorni di fila. La famosa cura Fazio.

2) Il domandatore: scrive tweet prettamente interrogativi, non è chiaro se per avere risposte e ricevere attenzioni o perché curioso della vita altrui. Il domandatore si snoda in 3 sottocategorie, il mangereccio, l’avverso a Google e the questionist DOC. Il primo si sofferma su quesiti di un certo spessore, spero siate pronti: “Uuuh, oggi pasta e piselli, e voi che mangiate?”. Il secondo ha avuto un trauma col motore di ricerca oppure non ne conosce l’esistenza. Il terzo risponde ai tweet della gente facendo sempre una domanda. Rispondere con una domanda è un ossimoro, lo so. In realtà fanno parte di una setta segreta che intende dominare il mondo a colpi di “?“.

3) Il notturno: come i pipistrelli e i fornai si mette all’opera col favore delle tenebre. Possibile leggere i suoi pensieri tra le 2 e le 4 del mattino, lamenta insonnia e snocciola tweet uno dopo l’altro convinto che nessuno lo legga lasciandosi andare a imbarazzanti rivelazioni sulla propria irregolarità intestinale. Augura più volte la buonanotte sperando che l’ultima sia quella vincente, torna sempre pochi minuti dopo. Gli incorreggibili tirano avanti fino alle 6 congedandosi con un messaggio di odio verso l’umanità tutta.

4) Il lurker bastardo: può definirsi il fantasma dell’era moderna. C’è ma non lo avverti, ti legge con avidità ma non rende tangibile la propria presenza. A dire il vero il paragone non regge, qui non senti nemmeno il rumore di catene. Sa tutto di te e dei suoi preferiti ma non osa avvicinarsi per timore, eccessivo rispetto o pigrizia. Ogni tanto qualcuno contravviene alla legge dell’invisibilità e si fa vivo con un timido saluto o per puntualizzare che hai dimenticato di aggiungere [segue capitolo 1 e 2 sulla Guerra dei cent’anni], inutile far notare che hai a disposizione solo 140 caratteri. Quest’ultima è la sottocategoria maligna del lurker bastardo, ti segue perché ti odia sperando che un giorno, e sa che arriverà, sbaglierai l’accento sul perché.

5) Il dispensatore di “GENIO!”: capita, prima o poi, di scrivere qualcosa di cui si va fieri, qualcosa che annoterai sull’agenda e conserverai per quel tatuaggio che volevi tanto fare, e i commenti di apprezzamento fioccano come le zanzare ad agosto. Puntualmente appare il “Genio!”. Ingenuamente arrossirai e il tuo ego ringrazierà, ma l’amara sorpresa è dietro l’angolo. Ebbene sì, in un’assolata giornata di primavera vedrai qualcosa di banale scorrere nella tua TL e sarà che a quel punto, tra le risposte, leggerai la stessa persona che dice “Genio!”, il tuo cuore farà un sussulto e cosciente del dramma prenderai più alla leggera qualsiasi commento. Anche un eventuale assegnazione del Nobel.

Questa è la prima parte, arriverà anche la classifica sulle donne. Amo la par condicio classificorum (latino inventato, non fate i lurker bastardi).

photo credit: Matt Biddulph via photopin cc