Quando a una donna viene diagnosticato un tumore e inizia il primo ciclo di chemioterapia, tra tutti i traumi da affrontare scopre anche quello della perdita dei capelli: dall’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano arriva la sperimentazione sul casco che frena la caduta dei capelli in seguito al trattamento.

I capelli iniziano a cadere generalmente dopo alcune settimane dall’inizio della chemio, anche se non per tutti i tipi di terapia e non per tutte le persona nello stesso modo: sebbene il fisico degli uomini e delle donne reagisca nella stessa maniera, per queste ultime la perdita dei capelli risulta molto dura da accettare, un cambiamento fisico temporaneo che però è vissuto con grande dolore e abbattimento.

Il caschetto, che funziona raffreddando la testa durante la chemioterapia, per ora è stato utilizzato solo su pazienti in cura per il tumore al seno. Si indossa 20 minuti prima della terapia, per tutto il trattamento e per i 20 minuti successivi: grazie al sistema di raffreddamento avanzato, che mantiene la temperatura all’interno del casco in silicone Dignicap tra i 3 e i 5 gradi, le cellule dei bulbi piliferi della cute vengono protette dai danni dei farmaci, diminuendo la perfusione del sangue e il metabolismo e riducendo il tasso di caduta con un successo dell’85%. Come spiega Paolo Veronesi, direttore del dipartimento di chirurgia del seno allo Ieo:

Nel nostro istituto è stato utilizzato da 30 pazienti, con buoni risultati. Vale a dire che in 25 pazienti la caduta è stata di grado 1 o 2, cioè non percepibile dal punto di vista estetico – dove per grado 1 si intende una perdita del 25% della capigliatura e per grado 2 una caduta del 50%.

L’Italia, dunque, è in prima linea per la lotta al tumore non solo per curare il fisico dei pazienti, ma anche per mantenere integra la persona, con le sue abitudini e il suo ruolo nella società, e la sua dignità. In Gran Bretagna e la Francia, Dignilife fa parte ormai della routine nei reparti oncologici, mentre negli Stati Uniti l’apparecchio è in attesa dell’approvazione Fda.