Parlare di noi, discutere di cosa ci accade quotidianamente con le amiche e spesso anche con le nemiche. Un’abitudine tipica di noi donne e spesso contestata dagli uomini, ma ora c’è uno studio americano ad avvalorarne l’utilità.

Secondo gli esperti dell’Institute for Social Research dell’University of Michigan le conversazioni amichevoli aiutano ad affrontare al meglio i problemi quotidiani. Diverso è se le discussioni prendono una piega competitiva, queste sarebbero vantaggiose solo se ci si sforza di immedesimarsi con il proprio interlocutore.

Lo studio, in pubblicazione sulla rivista Social Psychological and Personality Science, mette in relazione la capacità di prendere decisioni e di risolvere problemi con quelle che vengono definite “funzioni esecutive“. Un complesso sistema di moduli della mente indispensabile anche nell’acquisizione delle abilità sociali.

Analizzando 192 studenti su tre diversi esperimenti sono stati evidenziati gli effetti di brevi chiacchierate sulle funzioni esecutive: le parole scambiate per conoscersi le amplificano, anche senza che ci si sforzi di mostrarsi collaborativi con il proprio interlocutore.

Non si ottengono gli stessi effetti positivi se la conversazione competitiva, a meno che non si chieda ai due interlocutori di calarsi nei panni dell’altro. In questo caso si verifica di nuovo un’amplificazione delle proprie prestazioni.

In passato si riteneva che le funzioni esecutive fossero statiche, i nuovi risultati dimostrano invece che possono essere stimolate e migliorate, ad esempio con l’interazione sociale.