Come fare per negoziare un aumento di stipendio senza innervosire il capo? Come chiedergli un bonus, un benefit o un’integrazione degli emolumenti che spettano ai dipendenti? La questione riguarda soprattutto le donne, che sembrano riuscire a ottenere di meno sul lavoro.

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Gli studi che mettono in evidenza come le rappresentanti del gentil sesso guadagnino meno si sprecano, ma sono attuali e comunque veritieri. Tuttavia, complice anche l’arrivo del Natale, ci possono essere degli stratagemmi per chiedere un aumento, e far sì che la statistica inglese che sostiene che nella sua vita lavorativa un manager in rosa guadagna mezzo milione di euro in meno di un omologo uomo resti solo una cosa passata.

Dato che molti ritengono che le signore siano meno fiduciose in fase di negoziazione, un cacciatore di teste britannico pensa che dovrebbero confrontarsi di più coi colleghi per migliorare sia le proprie doti di comunicazione sia la propria autostima. Dopodiché si può iniziare a capire quando l’azienda è in grado di pagare aumenti e, soprattutto, chi è la persona che prende la decisione finale se concederli o meno. In quest’ultimo caso, si evita di passare attraverso chi non ne ha il potere e funge solo da portavoce.

Passo numero 2: prendere nota sempre dei propri risultati e del contributo che si è dato all’azienda e cercare di quantificarli più possibile. Però evitare di sottolineare lavori che hanno chiesto impegno di 10 minuti al giorno o di 3 giorni nell’arco di 6 mesi, perché la richiesta è controproducente. Poi è importante rimanere sempre aggiornati su quanto guadagnano persone con la stessa mansione in altre società, magari dando un’occhiata agli annunci di lavoro o facendosi dare suggerimenti direttamente dai cacciatori di teste, in modo da capire se quando si chiede è fattibile o meno.

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Durante tutto il corso dell’anno sarebbe bene raggiungere tutti gli obiettivi che il proprio capo ha chiesto e, mano a mano che si ottengono, prenderne nota regolarmente. Prepararsi poi una presentazione che spieghi il valore aggiunto che si è in grado di portare e come si è intervenuti ad aiutare i colleghi nel raggiungere gli obiettivi. L’importante, insomma, è giustificare la richiesta di aumento con dati concreti che fanno pendere per il fatidico sì, magari dopo aver sottolineato quanto si stia bene in azienda e di come si facile fare networking coi propri colleghi.

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Tra le cose da non fare? Sopravvalutare i risultati raggiunti o sovrastimare il proprio apporto (senza per questo risultare troppo modesti), paragonare il proprio stipendio con quello dei colleghi (dovrebbe essere una cosa riservata) o fare “minacce”: dire al capo “o mi dà l’aumento o me ne vado” oppure “la prossima volta non mi impegnerò così” sono frasi del tutto inadeguate.

Fonte: Business Insider