Aveva solo 24 anni Wang Bei, cantante e, da poco, anche modella cinese. La scorsa settimana è morta sotto i ferri a causa di un errore in fase di anestesia, durante un’operazione di chirurgia estetica per ridurre l’osso mascellare.

Aveva deciso di modificare questa parte del suo viso per allinearsi di più con i modelli di bellezza occidentale. Il suo recente, ma crescente, successo l’aveva resa molto popolare in Cina e sempre più sotto le luci dei riflettori.

Scoperta dal talent show “Supergirl“, Wang Bei aveva sperimentato da poco anche il mondo della moda visto che, oltre a un innegabile talento canoro, era anche molto bella.

Tutto ciò, però, non è bastato e la giovane ragazza ha voluto sottoporsi all’intervento per rendere, forse, il suo viso meno tondeggiante e, dunque, più simile a quello delle occidentali.

Sembra, infatti, che tale tendenza si stia velocemente diffondendo in Cina dove, soprattutto nel mondo dello spettacolo ma non solo, le giovani donne rinnegano i propri tratti somatici ricorrendo al bisturi.

Le operazioni più richieste riguardano l’aumento del volume del naso, il ritocco della forma di occhi, guance e mento. I numeri parlano chiaro e non sono affatto incoraggianti: ogni anno circa 3 milioni di cinesi si sottopongono a interventi di chirurgia estetica spendendo un totale di 1,7 miliardi di euro.

Si tratta di un business che coinvolge 200mila persone tra medici e infermieri, ma anche circa 300mila persone che rimangono sfigurate o paralizzate a seguito di interventi non riusciti a causa di un margine di errore molto alto.

Come ha dichiarato Zhang Huabin, professore di chirurgia plastica all’Istituto superiore di medicina di Guangdong, a rendere ancora più insidiosa tale situazione sono le numerose cliniche low cost.

Queste strutture, senza organizzazione né competenze specifiche, sono nate ovunque nel Paese con lo scopo di sfruttare a proprio vantaggio la crescente ossessione dei cinesi per la chirurgia estetica.