Da anni mi imbatto in storie inquietanti che riguardano il mondo di Barbie; nonostante tutto quel rosa infatti, nella bambola-simbolo degli ultimi 50 anni non c’è nulla di rassicurante.

La Barbie è stata creata per far giocare le bambine; spesso però le storie prendono pieghe inaspettate, e la conclusione di questa particolare storia è che la Barbie ha infine ispirato gli attuali modelli di bellezza; surreali, inutili, inconsistenti, scaraventando di fatto l’autostima delle donne nel pozzo di The Ring. O almeno, se non vogliamo dichiararla unica colpevole, la Barbie è sicuramente una delle peggiori complici di siffatto delitto.

Ma no, la storia non è finita affatto, per quanto già piuttosto tragica. Perchè quello appena citato non è l’unico omicidio commesso dalla Barbie. Sapete chi è Blondie Bennett? E’ soltanto una delle bambine di 30 anni fa che giocava con la bambola più famosa del mondo, eleggendola a suo modello; ma è anche una di quelle che della Barbie ne ha fatto una ragione di vita.

Sono tante le ragazze nel mondo che sono ricorse a chirurgia plastica e ritocchi di ogni genere per assomigliare sempre di più alla Barbie; ma quel che è arrivata a fare Blondie (attenzione perchè questo non è il suo nome di battesimo, ovviamente) supera ogni fantasia. Perchè oltre al bisturi, oltre a 25.000 sterline spese solo per rifarsi le poppe, oltre a botox e abbronzatura a spruzzo, la 38enne in questione ha trovato un modo per diventare davvero Barbie: una seduta di ipnosi a settimana per diventare l’oca stupida e confusa a cui l’immaginario collettivo fa corrispondere una donna bionda ed esteticamente procace. Non che l’ipnosi fosse così necessaria a questo punto, ma evidentemente Blondie vuole essere più che sicura del risultato “stupidità”.

Perchè lei non vuole assomigliare alla Barbie, lei nella sua mente perversa vuole ESSERE BARBIE. Non so dove sia scritto sulle confezioni della bambola che oltre a essere bionda e rosa, sia anche stupida, ma così ci piace pensare, forse per via della plastica al posto del cervello, non so.

Dopo aver letto la storia di questa donna alta, bionda, tettona, rosa e stupida per sua scelta, ho scoperto che la Mattel si è inventata la Barbie in carriera: per carità, sempre rosa e bionda, ma con un tubino al posto delle solite mini, e con tablet e smartphone in mano. Tutto questo da una parte per rispecchiare la società di oggi, molto più abituata alle donne imprenditrici, e dall’altra per incoraggiare le bambine al business.

Non oso pensare a quali mostri potrebbe partorire la mente umana dopo questa Barbie a immagine e somiglianza della donna moderna. Così come non riesco a stabilire se anche la Barbie in carriera, nonostante il tubino, sia comunque stupida, per definizione o sempre per quella storia della plastica nel cervello. In ogni caso, probabilmente fra una ventina d’anni, vedremo qualche cyborg in tailleur rosa shocking, con un tablet al posto della mano destra e uno smartphone al posto della sinistra. E il cervello in formalina.