Mangiare troppo, si sa, fa male alla salute, portando problemi come obesità, malattie cardiovascolari, deidratazione e così via. Ma pare davvero strano che troppo esercizio, soprattutto per chi è una buona forchetta, porti a disturbi comportamentali dovuti agli impulsi provenienti dal cervello. In altre parole, se siete ossessionati dal vostro nuovo smartphone o avete il bisogno compulsivo di lavarvi le mani ogni 10 minuti, questi segnali potrebbero essere degli avvertimenti: forse state esagerando con l’allenamento o col cibo.

Recenti studi dimostrano che quando esageriamo nel fitness, oppure introduciamo nel nostro corpo troppe calorie, il nostro cervello reagisce con un’intensa attività emotiva, esattamente come nel caso di abuso di droga o di alcool. E la cura contro la dipendenza dal cibo e dall’allenamento intenso è stata adattata al programma di recupero studiato per i tossicodipendenti e gli alcolisti.

Sembra davvero strano a dirsi, ma anche le conseguenze della dipendenza dal fitness e dal cibo possono essere particolarmente gravi e invalidanti: problemi psicologici generali, e nello specifico {#depressione}, stati d’ansia, sono solo le più diffuse tra queste.

Stenterete a credere che uno spuntino ha qualcosa in comune con una dose di cocaina. Come la droga, infatti, anche un gradevole spuntino durante il pomeriggio brucia il controllo del cervello, rendendo difficile capire quando è il momento di fermarsi: come un tossicodipendente non smette di far uso di droga, così chi mangia troppo vorrà continuare a ingozzarsi senza sosta.

Secondo Ashley Gearhardt, dottorando in psicologia all’Università di Yale, tutto dipende da come il cervello processa i segnali provenienti da cibo, allenamento, alcool e droga. In particolare, più il cibo è gustoso e più il cervello si sensibilizza a quel sapore, attivando il sistema di dopamina nel cervello. In sostanza, il cervello lancia degli impulsi per cercare di ottenerne sempre di più fino a non poterne più fare a meno.

Gearhardt ha condotto un sondaggio tra 48 donne di età media intorno ai 21 anni e peso assortito, che andava dall’obesità a un fisico snello. Ebbene, successivamente il test di Yale sulla dipendenza dal cibo è stato riveduto e corretto dopo le linee guida dell’associazione Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, che ha sottolineato l’esistenza di sintomi simili per l’abuso di sostanze in generale.

Tra un frappè al cioccolato e un cibo senza particolare sapore, l’attività cerebrale nelle 48 volontarie è stata più intensa per la prima pietanza, riportando anche una dipendenza alimentare verso l’alimento con più sapore. Tuttavia, esiste un modo per combattere i disturbi causati dal cibo ed è quello di scoprire e rimuovere la pietanza che provoca la dipendenza.

Anche il fitness però provoca dipendenza, e quindi bisogna stare attenti: è dimostrato che le persone che cominciano un {#allenamento} possono rischiare di diventarne dipendenti, ad esempio cercare di correre sempre più velocemente oppure sollevare pesi sempre più pesanti.

In questo caso, per guarire dalla dipendenza bisogna studiare il proprio comportamento e stare attenti a dosare in modo corretto cibo e relax psicologico per ogni allenamento. Qualora i sintomi siano più gravi del previsto, si può consultare il proprio medico e chiedere informazioni su farmaci per disturbi compulsivi e ansiolitici.

Fonte: Fitbie.