Sempre più spesso si sente parlare di cibo biologico e agricoltura biologica. Gli scaffali dei supermercati sono pieni di prodotti che sulla confezione riportano queste diciture, ma quali sono davvero i cibi biologici e in cosa si differenziano dal cibo “classico”?

Per cibo biologico si intende quello ottenuto da un’agricoltura che non sfrutta in modo indiscriminato il terreno ma considera l’intero ecosistema agricolo, sfruttando invece la naturale fertilità del terreno senza ricorrere all’utilizzo di fertilizzanti chimici.

Le pratiche legate all’agricoltura biologica comprendono inoltre la rotazione delle colture, l’uso delle risorse del luogo di produzione e il divieto di utilizzo di OGM (organismi geneticamente modificati). In particolare, secondo la normativa europea, i prodotti che contengono OGM possono essere etichettati come biologici solo se gli ingredienti contenenti OGM sono stati inclusi nei prodotti involontariamente e se la percentuale di OGM negli ingredienti è inferiore allo 0,9%.

Anche l’allevamento di tipo biologico presenta delle differenze rispetto a quello tradizionale: gli animali vengono nutriti con mangimi naturali, {#alimenti} di cui si nutrirebbero comunque se vivessero allo stato brado. Vengono inoltre allevati in terreni che non presentano tracce di diserbanti o altri prodotti di tipo chimico. Fondamentale il benessere degli {#animali} stessi: pratiche zootecniche, condizioni di stabulazione, scelta di razze, numero di animali presenti nelle strutture dell’allevamento e il rispetto i cicli produttivi delle diverse specie animali sono tutti fattori che vengono tenuti strettamente in considerazione.

Nel luglio 2010 è entrato in vigore il nuovo Regolamento Europeo in materia di acquacoltura biologica, che regola anche l’allevamento ittico: gli animali d’acquacoltura biologica devono disporre di spazio sufficiente per il loro benessere, vivere in acque di buona qualità e sufficientemente ossigenate e devono essere principalmente nutriti con mangimi biologici di origine acquicola.

I canali di distribuzione principali dei prodotti biologici sono principalmente i mercati e negozi biologici specializzati oltre all’acquisto direttamente dal produttore.

La normativa UE in termini di agricoltura biologica prevede un’etichettatura specifica, che attesta e favorisce la riconoscibilità dei prodotti biologici e dal luglio 2010 tutti tali tipi di prodotti devono riportare il logo biologico dell’UE. Per questo oggi è sempre più facile riconoscerli ed essere certi della loro natura biologica al 100%.

A livello di prodotti ormai esiste un’alternativa biologica a tutti quelli che consumiamo normalmente: cereali, biscotti, succhi di frutta, omogenizzati per bambini, pane, yogurt, dolci, caffè e perfino tè.

A livello qualitativo, i prodotti biologici non sono inferiori a quelli convenzionali come spesso si crede, ma nemmeno più saporiti come sostengono molti produttori: quello che è certo è la loro origine di tipo naturale, priva di prodotti chimici, pesticidi o OGM, che li rende genuini e allo stesso tempo alleati dell’ambiente.

Fonte: Womens Health Mag.