Sempre più spesso sugli scaffali e nei banchi frigo dei supermercati troviamo cibi light: oggi oltre il 70% dei prodotti alimentari ha la sua versione ipocalorica e povera di grassi, ma sarà davvero così? Qual è il segreto di questi alimenti? A livello di risparmio energetico, quanto conviene mangiare cibi light, che spesso costano anche di più?

Il primo rischio con i cibi light è che, avendo “meno calorie”, si rischia di mangiarne il doppio: non solo per golosità, ma perché spesso sono meno saporiti, col risultato di aver speso di più sia in ordine di prezzo che di calorie consumate.

Sì, perché le calorie dei cibi dietetici non sono poi tante in meno rispetto alla versione tradizionale, insomma una patatina fritta è sempre una patatina fritta e fa poca differenza se la si frigge o la s’inforna. Quelle che vengono spacciate per light, non sono altro che patatine pre-fritte, con tanto di assorbimento d’olio, poi congelate.

Altro fattore da prendere i considerazione è la scritta senza grassi o senza zuccheri aggiunti che troviamo in questi prodotti alimentari. La scritta è veritiera, siamo noi che commettiamo l’errore di tralasciare la parola aggiunti, perché sarà pur vero che quello snack non contiene saccarosio extra, ma gli zuccheri e i grassi degli ingredienti dove li mettiamo? Lo zucchero di una barretta al cioccolato non scompare per magia.

A questo punto vi chiederete come fanno questi alimenti a contenere meno calorie? Il segreto è nell’aria e nell’acqua, aggiunti negli ingredienti. Per esempio, per fare una maionese light viene tolta una parte dell’olio e sostituita con acqua.

Quanto alla credenza che lo zucchero grezzo sia meno calorico di quello raffinato, si tratta di un’altra falsità. L’unica differenza è che il primo, come dice la parola stessa, essendo grezzo contiene anche delle piccole quantità di residui vegetali, che non sono il massimo in quanto a valori nutrizionali. È questo il motivo per cui, a parità di quantità, quello grezzo dolcifica meno di quello raffinato.

Lo zucchero light è infatti composto di particelle “alveolari”, cioè impregnate d’aria: pesa meno dello zucchero normale, ma ha anche un potere dolcificante inferiore.

Morale della favola: non solo paghiamo di più per avere qualitativamente meno, ma c’è la beffa che per sentici soddisfatte mangiamo in misura maggiore, senza così ridurre le calorie che ci eravamo prefissate.