La bambola Cicciobello compie 50 anni ma non li dimostra. Quando nel 1962 il bresciano Gervasio Chiari creò questo giocattolo non avrebbe mai pensato che nel giro di mezzo secolo sarebbe stato ancora in cima alle preferenze delle bambine, forte di quasi 30 versioni – o configurazioni – che ne hanno decretato il successo in tutta Italia anche dopo il passaggio dell’azienda nell’orbita di Giochi Preziosi.

La prima volta di questa bambola dalle sembianze umane e le dimensioni di un neonato fu alla Rinascente di Milano in pieno boom economico, quando i gusti dei bambini in fatto di giochi erano molto diversi rispetto a oggi e quando la tecnologia odierna era una cosa ancora inimmaginabile. Fatto sta che Cicciobello è riuscito a resistere all’attacco dei videogiochi e degli schermi ultrapiatti ritagliandosi uno spazio nelle camerette e nei cuori delle “piccole donne” del domani.

Anche per questo motivo, proprio nel grande magazzino milanese sotto i portici accanto al Duomo è stata inaugurata una mostra-vendita che ha per protagonista il bambolotto con gli occhi azzurri e i capelli biondi e tutti gli infiniti e intramontabili accessori che hanno fatto parte della sua cinquantennale vita. Fino al 6 gennaio, un’intera vetrina è stata dedicata a questo simpatico giocattolo terribilmente simile a un vero “bebè”.

Naturalmente, anche l’azienda che produce Ciocciobello non ha potuto sottrarsi alla tecnologia ed è rimasta al passo con i tempi sbarcando su internet, dove ha un sito completamente dedicato in cui spicca un museo virtuale con le foto di tutte le versioni dall’anno della creazione in poi, suddivise per anno. L’edizione presentata lo scorso anno – Cicciobello My Phone – è quella che fa entrare la modernità nella bambola e nelle piccole utenti, che oltre a prendersi cura del proprio bimbo dagli occhi azzurri possono restare in contatto con le proprie amiche tramite un telefonino touchscreen di ultima generazione.

Cicciobello Bua – quella in cui il bambolotto è “ammalato” – resta comunque la versione più venduta e la più amata da 3 generazioni di bambine, molte delle quali oggi ricordano ancora i particolari del proprio giocattolo che molto spesso viene conservato come una reliquia simbolo della propria infanzia immutabile nel tempo, senza rughe in volto eppure ancora così attuale anche nel XXI secolo.

Fonte: Cicciobello