La mancata messa in onda del nuovo canale “Cielo“, dovuto al ritardo nella concessione delle autorizzazioni da parte del Ministero delle Comunicazioni, ha disorientato non poco il mondo dei media. La falsa partenza dell’emittente ha causato il blocco dei dipendenti che, al momento, restano in attesa del via libera ministeriale.

Per protestare contro la mancata apertura, sulla frequenza di “Cielo” è comparso un fermo immagine che invita i telespettatori ad inviare una email di protesta per l’inadempienza subita.

Ieri pomeriggio, il Ministero ha diramato un comunicato ufficiale, dove una nota di Paolo Romani, Vice Ministro con delega alle Comunicazioni, precisa che “Cielo” è già abilitato a trasmettere sul satellitare.

Dal comunicato, si apprende che gli organismi ministeriali hanno tempo di rispondere fino al 1 gennaio, ovvero entro 60 giorni dalla richiesta di approvazione inoltrata da SKY. Romani ha inoltre annunciato che porrà la questione alla Commissione Europea, sostenendo che SKY si era impegnata in un accordo che prevedeva il suo ingresso sul DTT non prima del 2011. “Cielo”, tuttavia, non è formalmente una produzione di SKY Italia, ma di News Corporation Europe. Questo escamotage rimuoverebbe il nuovo nato in casa Murdoch da ogni vincolo legislativo precedentemente sottoscritto.