Cinema chiusi, teatri su cui non si alzerà il sipario e centinaia di eventi annullati in tutta Italia. È l’effetto dello sciopero indetto da vari sindacati come Slc-CGIL, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil contro i tagli previsti nella Finanziaria 2011.

Allo sciopero prenderanno parte più di 250.000 lavoratori del settore con l’obiettivo di far tornare il Governo sui propri passi ripristinando le agevolazioni fiscali di cui finora ha goduto il settore dello spettacolo, chiedendo inoltre un aumento di fondi del Fus, ovvero il contributo statale elargito dallo stato e ridotto per quest’anno a “soli” 288 milioni di euro.

Tra le richieste, comunque, vi sono anche la modifica della legge sugli spettacoli dal vivo e lo stop alla delocalizzazione delle produzioni cinematografiche, che rischiano di penalizzare seriamente i lavoratori con possibili riflessi negativi sul nostro cinema, già peraltro in difficoltà a causa della propria incapacità ad autofinanziarsi e a tornare ai splendori di un tempo, quando Cinecittà rappresentava un punto fermo del cinema mondiale tanto che la stessa Hollywood produceva in Italia alcuni dei suoi successi più importanti.

Per queste ragioni, quindi, rimarranno chiuse nella giornata di oggi cinema, teatri, sale da concerto e tutti i set cinematografici, ma non mancheranno assemblee e diverse iniziative per far sentire la voce di chi in questo settore lavora tutti i giorni.

Tra le tante manifestazioni una è quella programmata per le 10.30 Al cinema Adriano a Roma, dove si terrà un’assemblea per discutere proprio di questi problemi, mentre al teatro Carlo Felice di Genova ci sarà un concerto di Zubin Mehta in sostegno della protesta, a cui aderisce anche l’Ente Nazionale Circhi. Un presidio si terrà invece a Bari, davanti al Teatro Petruzzelli.

I sindacati chiedono maggiore attenzione per il settore, come spiegato in un comunicato:

I sindacati sperano nell’apertura di due tavoli, uno ministeriale e l’altro interministeriale, per attivare politiche di riemersione per la produzione culturale, per la tutela dei lavoratori del settore e per attivare sinergie e semplificazioni amministrative per riorganizzare il sistema. Alla Regione Lazio invece le sigle chiedono una legge per promuove lo sviluppo del settore nel territorio.

Secondo i sindacati, se non dovessero arrivare i fondi in più richiesti rispetto a quelli stanziati nel Fus (si passati dai 408 milioni del 2010 ai 262 milioni del 2011), l’industria dello spettacolo dal vivo rischierà il collasso. Proprio a questo proposito sono arrivate le rassicurazioni di Gianni Letta e del Ministro della Cultura Sandro Bondi, che ha dichiarato in un’intervista ad Annozero di “essere impegnato” per risolvere la questione.