L’esclusione dallo Zecchino d’Oro di Cino Tortorella ha lasciato di stucco la maggior parte dei telespettatori.

Il mago Zurlì è rimasto talmente amareggiato che ai microfoni di Radio Monte Carlo, durante l’Alfonso Signorini Show, ha dichiarato di aver intrapreso un’azione legale per riavere il suo posto al concorso canoro per bambini:

Sto facendo un’azione legale perché voglio riprendermi lo Zecchino e voglio difenderlo da chi ne vuole distruggere lo spirito. La Rai mi sta facendo fare la fine di Mike Bongiorno, ma io non avrò nemmeno il funerale in Duomo.

Tortorella spiega come siano stati eliminati dal programma tutti coloro che avevano contribuito a fare dello Zecchino d’Oro una trasmissione di successo:

Sono molto addolorato, lo Zecchino d’Oro l’ho inventato io cinquant’anni fa. Dei frati dell’Antoniano non è rimasto nessuno, un nuovo direttore ha deciso di eliminare tutti quelli che avevano costruito la storia dello Zecchino e anche Topo Gigio è stato considerato troppo vecchio e quest’anno non ci sarà.

Su La Voce, quotidiano indipendente interamente online, sono stati pubblicati diversi articoli riguardanti la querelle tra Tortorella e “Striscia la notizia”: il programma satirico ha intervistato frate Alessandro Caspoli, il quale ha attaccato il mago Zurlì. Inoltre, i frati dell’Antoniano sono stati accusati di convincere i genitori dei bambini ad acquistare enciclopedie realizzate dalla San Paolo.

Per questo, Cino Tortorella avrebbe chiesto a Mediaset un risarcimento per danni morali pari a 3 milioni di euro e, tramite il programma radiofonico di Signorini, ha chiesto a Striscia di essere invitato in studio per poter replicare:

Striscia la Notizia ha mandato in onda un servizio contro di me davvero ignobile, mia figlia diciassettenne ha pianto dopo la puntata. La maggior parte degli italiani ha pensato che io sono una persona che inganna i bambini. Chiedo a “Striscia la Notizia” di poter andare in studio a difendermi.