Dopo “Cinquanta sfumature di grigio“, del 2015, è arrivato in sala il 9 febbraio, Cinquanta sfumature di nero nuovo episodio della fortunata trilogia della scrittrice britannica E.L. James (pseudonimo di Erika Leonard), interpretato da Jamie Dornan e Dakota Johnson: una tonalità più scura per un San Valentino di coppia o con le amiche ad alto contenuto erotico, a base di pratiche BDSM, con tanto di caning e spanking.

Il primo film, che ha incassato più di 560 milioni di dollari in tutto il mondo, si chiudeva con Ana Steele costretta suo malgrado ad abbandonare Christian Grey, che vittima delle sue fantasie sessuali non è uomo capace di soddisfare le sue aspettative romantiche. Il nuovo episodio, diretto non più dalla regista Sam Taylor-Johnson ma da James Foley (“Paura”, “House of Cards”) e prodotto ancora una volta da Michael De Luca e Dana Brunetti, riparte esattamente da qui: Ana, diverso lavoro e aspetto decisamente più curato, tenta di iniziare una nuova vita, ma Christian ricompare; con lui il suo passato, i suoi irrisolti, i suoi miliardi.

Cinquanta sfumature di nero: recensione

Si ritrovano in una Seattle grigia e piovigginosa Ana e Christian, ancora innamorati, ancora preda delle loro passioni. La stanza rossa e i collari, le manette, le bende di seta che avevamo lasciato nel primo capitolo sono sempre lì, nell’attico extra lusso del giovane miliardario (scene girate al Motion Picture Park vicino a Burnaby e ai North Shore Studios), deciso a riconquistare la sua bella a suon di rose bianche, regali preziosi e promesse. Ed è in un mondo patinato, fatto di griffe luxury e design minimalista, che si consuma il loro amore, osteggiato stavolta dal passato di lui che ritorna.

Notevoli i costumi realizzati da Shay Cunliffe, che ha composto per Ana un guardaroba sempre più sensuale. Spiccano capi di lusso di firme come Dolce & Gabbana, Dior Paris, Zac Posen, Pucci, Armani, Diane von Furstenberg, Phillip Lim, Allsaints, Isabel Marant Etoile, Vince, Carolina Herrera, Boss, Fendi, Teri Jon, Missoni Italia, Valentino, Michael Kors e Richard Tyler. Splendido l’abito creato per lei dalla stilista francese Monique Lhuillier in collaborazione con la Cunliffe, un abito di raso grigio ispirato agli anni ’30 a cui la costumista ha aggiunto una cappa di piume, non troppo pesante. Spazio anche per l’Italia nella composizione dei costumi: le 250 comparse reclutate per il ballo, infatti, inizialmente erano vestite solo con abiti d’epoca affittati a Roma dalla Sartoria Tirelli (più volte premio Oscar), a cui in seguito sono stati mescolati con un abbigliamento formale da festa e capi sportivi degli anni ’80. I protagonisti maschili aggiungono austerità vestiti con completi da sera firmati (ad esempio per Dornan Burberry, Andrew Airlie, Zegna).

Chi ha amato il racconto dell’ossessione provata dal sottomesso, fatto dal romanziere Leopold von Sacher-Masoch (da lui viene il termine masochismo) in “Venere in pelliccia“, o le descrizioni minuziose delle pratiche messe in atto in “Histoire d’O” (manifesto della cultura BDSM scritto da Dominique Aubry negli anni Cinquanta) non potrà che rimanere frustrato dall’erotismo un po’ edulcorato e molto fashion di “Cinquanta sfumature di nero”.

D’altronde, come ci ha tenuto a spiegare Dakota Johnson nell’intervista rilasciata in esclusiva a Diredonna: “Ci sono degli elementi erotici e sensuali, ma si tratta di una storia d’amore tra due persone così complesse, intelligenti e dalle mille sfaccettature che anche gli aspetti più diversi delle loro personalità e delle loro vite – che si tratti della famiglia, del lavoro o delle loro preferenze sessuali – orbitano sempre intorno al fatto che si amano in modo così profondo, intenso, appassionato e forte“.

Galleria di immagini: Cinquanta sfumature di nero, foto

È la storia d’amore tra Ana e Christian, infatti, che non potrà non avvincere le teenager e tutte quelle donne a caccia del principe azzurro: un uomo che per seguire il suo cuore metta addirittura da parte gli aspetti più oscuri della sua personalità. Qualche volta accade anche nella realtà, la maggior parte delle volte, però, trasformato l’oggetto della propria passione in un individuo più docile, ci si annoia a morte.

Cinquanta sfumature di rosso: uscita

Nei film? Per sapere se ad Ana verrà a noia il suo angelo nero redento dovremo aspettare il nuovo capitolo, “Cinquanta sfumature di rosso“, già girato e al cinema a febbraio 2018.