Una dipendenza vera e propria, lontanissima da chi consiglia di evitare il cioccolato per mantenere la linea! Un recente studio riportato dalla Ansa, condotto a Roma presso l’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma e diretto dalla dottoressa Rossella Ventura, dell’Università dell’Aquila, ha infatti attribuito al cioccolato la capacità di essere un antidolorifico per gli amanti e soprattutto per i dipendenti! Dopo le numerose proprietà che il cibo dei golosi si è visto attribuire, tra cui quella di far bene all’umore, di contenere antiossidanti e di avere effetti benefici per la circolazione, adesso sembra avere anche la capacità di non far sentire dolore mentre lo si mangia.

Lo studio è stato condotto su topolini- cavie, ai quali i ricercatori hanno fatto prima sviluppare una compulsione per il cioccolato, e poi li hanno lasciati per un periodo in completa astinenza. Dopodiché hanno posizionato del cioccolato all’interno di una gabietta elettrica, che rilasciava piccole scosse, ed è stato notato come i topolini dipendenti hanno sopportato anche il dolore e il bruciore sotto le zampette pur di addentare il goloso cibo, mentre quelli non dipendenti non sono stati disposti a farlo, e hanno preferito rinuciare a mangiarlo. Come tutte le forme di dipendenza quindi, anche quella che deriva dal cosiddetto “cibo degli dei” fa sopportare addirittura fastidi e dolori pur di soddisfarne la necessità.

Ma non solo! La Ventura con questo studio ha notato anche come fermando nella corteccia prefrontale la noradrenalina (neurotrasmettitore che interessa parti del cervello umano dove risiedono i controlli dell’attenzione e delle reazioni), gli stessi topolini dipendenti perdevano interese nei confronti del cioccolato. Lo studio arriva quindi ad una importante conclusione, quella di riuscire a regolare e controllare i disturbi legati all’alimentazione modulando la noradrenalina.