Civita è una caratteristica frazione del comune di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, che sorge a 443 metri sul livello del mare. Eletto tra “I Borghi più belli d’Italia”, il suggestivo paese è anche detto “la città che muore” a causa dell’erosione della collina di tufo e argilla che la sostiene.

Il caratteristico borgo medioevale sorge in una vastissima valle di calanchi, collegata con il mondo, soltanto da un ponte pedonale in cemento armato. Infatti, all’antico abitato si accedeva mediante cinque porte, mentre oggi l’unico accesso al paese è costituito da quella detta di Santa Maria o della Cava.

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La sua costruzione risale al 500 a.C., quando venne fondata dal popolo etrusco e congiunge il lago di Bolsena e il Tevere, allora grande via di navigazione del centro Italia. La struttura urbanistica dell’intero riflette la pianta etrusca, costituita da cardi e decumani, mentre l’architettura degli edifici è di epoca medioevale e rinascimentale.

Del periodo etrusco rimangono molti siti d’interesse archeologico e artistico: il tunnel, denominato il “Bucaione“, un profondo condotto che permette l’accesso alla Valle dei Calanchi, e la Necropoli etrusca, che si trova nella rupe sottostante il belvedere di San Francesco.

Del 1500, invece, c’è l’antico frantoio in funzione fino agli anni ’50, il Palazzo Vescovile, un mulino del XVI secolo, la casa Natale di San Bonaventura e la porta di Santa Maria, sormontata da una coppia di leoni che tengono tra le zampe una testa umana, simbolo della rivolta popolare degli abitanti contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi. Suggestiva è la Grotta di San Bonaventura, anticamente una tomba a camera etrusca, nella quale si narra che San Francesco risanò il piccolo Giovanni Fidanza, che divenne poi San Bonaventura.

La romanica Chiesa di S. Donato, risalente intorno al VII secolo, è stata restaurata nel XII secolo, e custodisce un prezioso Crocefisso ligneo quattrocentesco della scuola di Donatello, e un affresco della scuola del Perugino.

Alla ricca architettura rinascimentale dei palazzi Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni, si alternano costruzioni basse con balconcini e scalette esterne dette “profferli“, tipiche dell’architettura viterbese del medioevo.

Il paese è attualmente abitato solo da 15 persone che si dedicano ad accogliere i visitatori. Infatti, sul posto si trovano un bed & breakfast, una trattoria, una gelateria, un punto informativo, un negozio di souvenir e una cantina di ottimo vino locale.