Ricordate il servizio andato in onda nel mese di ottobre a “Mattino Cinque”, dedicato al giudice Raimondo Mesiano? Bene, a distanza di mesi ecco arrivare il provvedimento preso in merito all’accaduto: l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e della Sicilia si sono espressi per una sospensione di due mesi per Claudio Brachino e Annalisa Spinoso, l’autrice del servizio su Mesiano.

Il servizio presentava delle riprese del giudice mentre usciva di casa in abbigliamento casual, godendosi la propria giornata di riposo.

Ciò che destò maggior scalpore fu il modo in cui le immagini furono commentate da Annalisa Spinoso: in maniera troppo incalzante, con l’esplicito obiettivo di mettere in cattiva luce il giudice. Mesiano, ricordiamo, fu ripreso mentre fumava una sigaretta, e così fu descritta la scena:

È impaziente, non riesce a star fermo, avanti e indietro, si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora avanti e indietro… lui va avanti e indietro, avanti e indietro.

Il servizio di “Mattino Cinque” fu un vero e proprio attacco a Mesiano, una critica inutile e fuori luogo alle libertà individuali. E oggi, dopo sei mesi, giunge la sentenza punitiva: sospensione dall’Ordine dei Gionalisti. Nel provvedimento si evince il motivo che ha scaturito la decisione presa in merito:

Il servizio ha prodotto un effetto diffamatorio nel suo insinuare presunte stravaganze e stranezze del personaggio, fino a sfiorare il vero e proprio dileggio.

Ma Brachino non molla, e annuncia il suo immediato ricorso. Così si giustifica il giornalista:

Mi limito a far notare che subito dopo la trasmissione in un editoriale anche autocritico ho analizzato a freddo quanto accaduto, ponendo una serie di domande sul merito della vicenda sottostante il servizio, a cui nessuno si è preso la briga di rispondere. Nonostante il linciaggio mediatico a cui sono stato sottoposto, ho risposto tempestivamente alla convocazione dell’Ordine discutendo la questione con impegno e serietà […] Non posso non pensare che si tratti di una condanna simbolica e tutta politica da parte dell’organismo che dovrebbe tutelare, al netto di ogni calcolo di convenienza e opportunità, la libertà della categoria.

Difficile prendere posizione in merito, ma Mediaset si è subito schierata a favore del gionalista di Canale 5:

Un provvedimento iniquo che costituisce un precedente pericoloso per la libertà di informazione e il diritto di critica. Sosterremo il giornalista nell’impugnazione dello stesso.