Clint Eastwood compirà il prossimo 31 maggio 80 anni, in 38 anni di carriera ha diretto 30 pellicole, e negli ultimi anni sembra aver accelerato il suo ritmo di produzione. Negli ultimi tre anni, in particolare, Eastwood ha fatto ben cinque film, questo con Morgan Freeman è il suo terzo lavoro con l’attore.

Invictus“, inizia con la fine del periodo di detenzione di Nelson Mandela (Morgan Freeman) nel 1990, dopo aver scontato ben 27 anni di detenzione. Tre anni dopo il leader politico sarà il vincitore dell’ambito premio Nobel, e, due anni dopo, cercherà di sfruttare l’organizzazione della coppa del mondo di rugby, che nel 1995 si tiene in Sudafrica, per riunire tutto il suo popolo.

La nazionale sudafricana, dopo anni di esclusione dalle manifestazioni sportive a causa dalla sua politica razzista, riuscirà nuovamente a partecipare ad una competizione sportiva. Nel progetto Mandela coinvolgerà anche il fuoriclasse della nazionale sudafricana di rugby, Francoise Pienaar (Matt Damon) utilizzando come slogan queste parole:

“Una squadra, una nazione”

Da sempre il registro stilistico di Clint Eastwood è puntato sulle grandi storie, sui grandi uomini e sulle grandi donne, sulla loro capacità di lottare e sulle loro immense motivazioni. Il regista americano negli ultimi anni ha, come pochi altri, mostrato la nostra società, i nostri vizi e la cruda realtà.

Questa volta Eastwood, con il solito equilibrio sembra mischiare un po’ tutto, portando al cinema una storia etremamente potente, fortemente voluta e realizzata dai protagonisti che sono stati in grado non solo di concepirla ma di portarla a termine, nonostante lo scetticismo, nonostante il mondo.