Da anni, ormai, la Maison di Rue Cambon ci ha abituati a iniziative che esulano da sfilate e presentazioni di collezioni, entrando di diritto tra le grandi istituzioni ancora capaci di produrre e promuovere cultura: rientra in quest’ottica anche Culture Chanel, un progetto ideato ed elaborato da Jean-Louis Froment – che ne cura la direzione artistica – volto ad affrontare la storia di Gabrielle Chanel e della casa di moda da lei fondata.

Dopo Mosca nel 2007 (Museo Statale delle Belle Arti Puškin), Shanghai (Museum of Contemporary Art) e Pechino (National Art Museum of China) nel 2011, Canton (Opera House) e Parigi (Palais de Tokyo) nel 2013, Seul (Dongdaemun Design Plaza) nel 2014, la collezione di mostre tocca quest’anno, dal 17 settembre 2016 fino all’8 gennaio del 2017, Venezia: Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, ospita Culture Chanel, La donna che legge.

Scelta non casuale, quella di Venezia: il legame tra la città lagunare e Mademoiselle ha radici profonde e lontane. Gabrielle la vede per la prima volta nel 1920, ha 37 anni e Boy Chapel, il grande amore della sua vita, è appena morto. È agosto e Misia, la sua migliore amica, e suo marito José Maria Sert la convincono a seguirli in Italia. Il viaggio alla scoperta della città dei dogi si rivela salvifico e iniziatico insieme: la Serenissima la seduce divenendo per lei luogo dell’anima e fonte d’ispirazione. Non a caso, Karl Lagerfeld decide di far sfilare proprio a Venezia la collezione Chanel Cruise 2010 e alla città è dedicata la collezione di alta gioielleriaSotto il segno del Leone“.

Quale luogo migliore per dipanare il settimo episodio di Culture Chanel, quello in cui protagonista sarà l’universo creativo di Gabrielle Chanel nell’ottica del suo rapporto con il libro e la lettura? Nelle sale di Ca’ Pesaro, quindi, si potrà entrare in contatto, per la prima volta, con le opere che hanno segnato la vita e modellato la personalità di Mademoiselle, instancabile e onnivora lettrice.

Dagli anni in orfanotrofio fino alla fine dei suoi giorni, sono le pagine dei libri e i loro autori a guidare Chanel, nutrono il suo immaginario, rispondono al suo bisogno di una ricerca mistica dell’invisibile e le mostrano come iscrivere nel tempo la propria visione del mondo: Omero, Platone, Virgilio, Sofocle, Lucrezio, Dante, Montaigne, Cervantes, Madame de Sévigné, Stéphane Mallarmé, fino agli artisti che ha frequentato personalmente, come Pierre Reverdy, Max Jacob o Jean Cocteau.

Dediche, archivi, fotografie, quadri, disegni, si mescolano con un vestiario di creazioni di moda che svelano, al pari di una biblioteca, il vocabolario estetico di Gabrielle Chanel, il suo gusto per il classicismo e per il barocco, l’amore per la Russia e per gli ori di Venezia. Oggetti d’arte provenienti dal suo appartamento parigino saranno esposti per la prima volta, insieme a gioielli e a profumi: attraverso circa 350 pezzi sarà così possibile ricostruire il ritratto più intimo di Coco Chanel, la donna che anche attraverso le sue letture è riuscita a fare della propria vita una leggenda.