1926: Coco Chanel, dai più chiamata anche Mademoiselle, compiva un atto rivoluzionario nel mondo della moda – e nel mondo in generale – capace di sovvertire la visione del gusto e dell’eleganza imposti fino ad allora: nacque il Tubino Nero. La storia vuole che Gabrielle Chanel lo ideò con l’intenzione di creare un abito che fosse comodo, in modo da adattarsi al fisico di ogni donna, e soprattutto portabile in ogni occasione. L’ispirazione nasce dai grembiuli austeri delle istitutrici dell’orfanotrofio nel quale trascorse la sua.

Non servì molto per creare lo scandalo: in occasione del funerale dello storico amante Etienne Balsan, Chanel indossò l’abito nero in crepe de chine dalle linee semplici con maniche lunghe, caratterizzato da un taglio pulito che lasciò scoperte le gambe – fino ad allora atto non consentito. Mademoiselle riuscì, dunque, a dare vita ad un abito capace di rendere tutte le donne eleganti in ogni occasione.

Nel corso degli anni, il tubino nero assunse diversi nomi: da Little Black Dress (spesso abbreviato LBD) a Petite Robe Noire o scemarello, come era solito definirlo la giornalista Camilla Cederna. Questo indumento riuscì, tuttavia, nella sua iconica universalità, a diventare vessillo dello stile e dell’eleganza, tanto da essere ricostruito da numerosi stilisti, tra cui Givenchy che costruì il tubino nero di Audrey Hepburn, passato alla storia grazie al film “Colazione da Tiffany”.

Vogue America, nel numero di Ottobre del 1926, scrisse: “Chanel’s Ford Dress the frock that all the world will wear is model 817 of black crepe de chine. The bodice blouses slightly at the front and sides and has a tight bolero at the back. Especially chic is the arrangement of tiny tucks which cross in front. Imported by Saks“, descrivendone nei minimi dettagli la struttura ed il disegno.

A distanza di quasi 80 anni, questo abito è diventato un vero e proprio must have che non può mancare nell’armadio di ogni donna; da alcune ricerca, infatti, risulta che, ad oggi, il 97% delle donne ne possiede almeno uno.