La colla per tessuti è un rimedio utile, sebbene non molto diffuso, per creare al volo orli, applicare decorazioni o rimediare a strappi improvvisi. In casa è particolarmente indicata per le tende, soprattutto di stoffa molto leggera, sintetica o difficile da cucire. È però possibile ricorrere a una soluzione adesiva fai da te, anche per far fronte alle emergenze?

Colla per tessuti: quando è utile

Per le esigenze delle stoffe per l’arredamento, la cucitura è normalmente la soluzione di preferenza. Sicura e resistente nel tempo, l’aderenza garantita da ago e filo non trova pari in altre alternative. Eppure non sempre ci si può affidare alla macchina da cucire o alla passione da sarta, poiché il tessuto potrebbe non essere adatto o la decorazione troppo delicata. In questi casi si ricorre alla colla per tessuti, un ritrovato che garantisce ottimi risultati a secco e media resistenza ai lavaggi, seppur inferiore alla cucitura. Ma quando è davvero utile?

A livello domestico, la colla per tessuti è riservata a pochi ambiti. Il più diffuso quello delle già citate tende: dall’acrilico al rayon, passando per pizzi e decorazioni delicate in cordino, la cucitura si rivela faticosa e dagli scarsi risultati. Seguono quindi i tappeti, soprattutto in caso di minuscoli fori dovuti all’usura, ma anche poltrone e divani in pelle per evitare la rimozione di parte del materiale a seguito di un preesistente graffio. Di solito si utilizzano dei prodotti commerciali che, oltre ad assicurare una durata nel tempo, garantiscono lavaggi senza troppe conseguenze. La preparazione casalinga, tuttavia, è ideale per quelle situazioni d’emergenza: un orlo scucito di un tendaggio, uno strappo causato da un animale domestico poco prima dell’arrivo di un ospite, il riciclo al volo di scampoli e molto altro ancora.

Colla per tessuti fatta in casa: la preparazione passo per passo

In linea teorica, qualsiasi colla dalla consistenza gelatinosa può essere utilizzata per unire due o più strati di tessuto, anche le classiche versioni casalinghe con farina e amido di mais di solito create dai bambini. Nella pratica, invece, questi prodotti potrebbero non sopravvivere al lavaggio, sciogliendosi a contatto con l’acqua.

Una tecnica particolarmente gettonata, e diffusa in Rete, è quella di realizzare una colla con gelatina, glicerina e aceto. Più resistente ai lavaggi, data la viscosità importante, non si tratta però di una soluzione eterna. Inoltre, è sempre bene verificare la tenuta su un angolo nascosto del tessuto, per evitare brutte sorprese a opera completata.

La prima versione vede il ricorso a quattro cucchiai di aceto bianco e un paio di polvere di gelatina, quest’ultima anche in fogli. Dopo aver inserito la polvere in una ciotola, si versa l’aceto bianco in un padellino già caldo, quindi si porta il tutto a ebollizione. Quando la temperatura sarà al suo picco, ovvero quando i vapori dalla pentola saranno particolarmente intensi, si versa il tutto sulla polvere e si mescola energicamente, fino al completo scioglimento di ogni cristallo. La colla che si ottiene è mediamente liquida e potrà essere stesa da fredda sul tessuto aiutandosi con un pennello.

La seconda variante, invece, vede qualche ostacolo in più. Oltre ai due precedenti ingredienti, servono quattro cucchiai di glicerina e dell’acqua. Questa sostanza è scelta è in genere scelta come addensante, ma anche per le sue capacità d’aderenza sulle superfici. Si porta a ebollizione in quantitativo d’acqua pari alla colla che si vuole realizzare, quindi si versa la polvere di gelatina mescolando con un certo impegno, seguita dall’aceto e dalla glicerina. Il composto può essere facilmente conservato in barattoli di vetro, da scaldare lievemente prima dell’uso.