Colleghi di lavoro bugiardi, in media ne esiste uno in ogni ufficio. Si dice che l’uomo sia per natura un mentitore, e in effetti sono tantissimi i casi in cui spesso ci si lascia prendere la mano e, tra una bugia a fin di bene e un’altra, si nascondono piccole grandi verità.

L’arte della menzogna non risparmia nessun campo, così possiamo trovarci di fronte a bugiardi impenitenti non solo nell’ambito della famiglia, della coppia o delle amicizie, ma anche sul lavoro, dove spesso tra colleghi si fa buon viso a cattivo gioco, indossando la maschera della falsità.

Eppure ci sono delle piccole tecniche per capire sin da subito se il proprio vicino di scrivania nasconde qualche piccolo segreto che vuole tener ben nascosto. Un primo campanello d’allarme, ad esempio, è la contraddizione. Un buon bugiardo deve avere una grande memoria per ricordare ciò che ha detto, e di questa molti scarseggiano, incappando delle volte in incoerenze e discordanze tra varie versioni di una stessa situazione.

Anche repentini cambiamenti d’atteggiamento possono essere sintomo di ambiguità. Un collega troppo chiuso che all’improvviso si dilunga in dettagli anche inutili su una questione lavorativa, spesso, può essere segno che la sua coscienza non è del tutto pulita e che quindi si usano tanti giri di parole per cercare di giustificare un comportamento che, in fondo, il proprio inconscio non giustifica.

Viceversa, se un socio di lavoro dalla facile parlantina repentinamente diventa silenzioso e sfuggente, evidentemente significa che vuole evitare di affrontare un argomento, manifestando con la chiusura il proprio disagio.

Avere i nervi saldi quando si dicono bugie è davvero difficile e spesso lo si vede subito. L’agitazione, il facile nervosismo anche per un nonnulla sono piccoli indizi che l’altra persona ha mentito anche se, prima di dare sentenze affrettate, è meglio sincerarsi che sia realmente così. Capita infatti che l’ansia investa anche chi è innocente ma, temendo di non essere capito o creduto, inizia ad avere atteggiamenti equivoci che potrebbero far pensare altro.

Un altro modo più sottile per individuare chi sta mentendo è fare molta attenzione ai suoi gesti. Sono i classici lapsus gestuali, quei cenni del corpo che spesso rivelano un sentimento che si cerca di dissimulare. Possibili lapsus di questo tipo potrebbero essere un’eccessiva rigidità del corpo che viene nascosta da uno stentato sorriso di circostanza o ancora, stringere per un istante i pugni quasi per controllare una rabbia repressa.

Nell’era del Web e di Facebook però, anche i bugiardi più bravi possono essere smascherati nel modo più banale, come con una frase o una foto che può dimostrare una verità scontata ma del tutto vera: le bugie hanno le gambe corte.

Fonte: SingleMindedWoman