Il colloquio di lavoro, la porta d’accesso obbligata per la nuova occupazione. Che siate tra chi è rimasto per un po’ “fuori dal giro” o semplicemente desideriate un cambio nella vostra vita lavorativa, ad attendervi troverete qualcuno che vorrà conoscervi nella maniera più completa possibile, scoprendo anche qualcosa su di voi dal punto di vista caratteriale e comportamentale.

Un colloquio di lavoro può capitare un vero e proprio test, con domande da parte del dirigente volte a scoprire qualche aspetto caratteriale in particolare o semplicemente per accorciare il tempo da dedicare a un candidato potenzialmente non idoneo. Alcune domande potrebbero essere dei veri e propri trabocchetti, per questo sarà bene farsi trovare attenti e preparati anche a questa eventualità.

Nel caso in cui arrivaste al colloquio dopo una disoccupazione di lungo periodo, una delle domande sarà quasi certamente: “Come mai è rimasta fuori dal mondo del lavoro così a lungo e da quante offerte di lavoro è stata scartata?”. Il quesito racchiude la più diretta e spesso nascosta “Perché è stata licenziata?”. In questo caso si vuole conoscere un potenziale difetto del candidato di cui i datori di lavoro precedenti potrebbero essersi già accorti o che sia risultato penalizzante durante i colloqui successivi alle dimissioni/licenziamento.

Non rispondete di getto e soprattutto fatelo ragionando e con un certo distacco. La risposta ideale in questi casi è una formula simile a: “Non saprei dirlo, ero un impiegato eccellente che rendeva sempre oltre le aspettative”. Potrebbero poi domandare, nel caso foste attualmente impiegate, come avete trovato il tempo per sostenere il colloquio.

In questo caso è soprattutto un test di lealtà: vuole in realtà chiedervi come mai state mentendo al vostro capo sottraendo tempo al vostro lavoro e se in futuro potreste ripetere tale comportamento anche una volta assunte. Il suggerimento in questo caso è di spostare l’attenzione su quanto siate attratte da questo nuovo impiego, sottolineando che secondo voi è un’offerta di assoluto rilievo e che per il colloquio state impiegando il vostro tempo libero, non sottraendolo quindi ai vostri doveri.

Qualora dovessero essere richiesti ulteriori colloqui conoscitivi, riferire che la vostra ricerca è confidenziale e che preferiste, qualora fosse possibile, che i nuovi incontri avvenissero al di fuori del vostro orario di lavoro. La terza domanda che potrebbe rappresentare un ostacolo nel vostro cammino è all’apparenza banale, ma altrettanto ricca di insidie: “Come si è preparata al colloquio?”.

Il selezionatore vuole conoscere le reali motivazioni di chi si reca a sostenere il colloquio, sapere se è solo uno dei tanti annunci di lavoro a cui ha risposto o se realmente interessato a ottenere il posto. Il modo migliore per superare questo scoglio è svolgere i propri “compiti a casa”. Prima di recarsi al colloquio visionare il sito Internet della compagnia e memorizzarne alcuni aspetti chiave, utilizzando poi queste nozioni per convincere della propria buona fede.

Potreste poi sentirvi chiedere se conosciate qualcuno all’interno della società, risposta da valutare attentamente e con cura. Il dirigente tenderà a valutare il vostro operato sul posto di lavoro associandolo al rendimento di quella o quelle persone. Scegliere quindi con cura gli eventuali nomi da proporre, cercando di individuare in precedenza coloro che godono di una reputazione tale da rappresentare un effettivo vantaggio.

Dietro la domanda: “Perché vuole davvero questo lavoro?” si nasconde l’intenzione di capire se rispondete a tutti gli annunci sperando che uno di questi vada bene o se si tratta di un reale interesse riguardo la loro offerta. Evitate risposte banali e riferimenti ad altre società o mansioni: il vostro obiettivo è questo lavoro in questa compagnia e nella vostra risposta dovrete cercare di renderlo evidente.

Altro punto che potrebbe nascondere un’insidia è la domanda: “Qualcosa la infastidisce del suo capo o dei suoi colleghi?”. Chiaramente è un modo per capire il vostro spirito, se potreste essere un problema nell’organico dal punto di vista emotivo e caratteriale. Mostrate di riflettere un momento sulla risposta e riferite di non aver nulla in particolare da riferire, di esservi sempre trovate bene con i colleghi e di aver potuto apprendere molto dal vostro precedente capo. Convincerete così di essere una persona positiva e che sa ben gestire le dinamiche del gruppo di lavoro.

Quando vi verrà chiesto di esporre un caso in cui siate riusciti a risolvere un problema sul posto di lavoro o a scuola siate preparati. Il trabocchetto in questo caso potreste essere voi stessi se non arriverete al colloquio con la risposta pronta. L’obiettivo di questa domanda è valutare la vostra capacità di reazione e le metodiche attraverso le quali portate a termine i vostri compiti. Bene quindi mostrare prontezza nel sottolineare le proprie qualità e attitudini.

Successivamente potrebbe esservi chiesto l’esatto contrario, ovvero esporre uno o più problemi a cui non avete saputo far fronte. Si cercherà così di capire se sapete imparare dai vostri errori o se tendete a ripeterli costantemente. In questi casi di estrema importanza non cominciare un lungo elenco di fallimenti, ma focalizzarsi su un unico e non grave episodio, enfatizzandone l’insegnamento che avete tratto.

Come valutiate la posizione che il dirigente vi offre rispetto alle altre per cui avete presentato domanda è un altro interrogativo su cui riflettere un momento. Potrebbe rappresentare un tentativo di scoprire notizie importanti sulla concorrenza come offrirvi l’aggancio giusto per entrare a far parte del gruppo.

Due le possibili direzioni da prendere: rispondere genericamente che le informazioni raccolte durante gli altri colloqui o lavori sono confidenziali e quindi preferite non rivelare particolari al riguardo oppure affermare di aver trovato un’altra offerta molto competitiva, cercando in questo modo di alzare i vostri guadagni futuri nella compagnia. Prima di tutto sarà giusto però chiedersi se questa sia o meno la vostra destinazione ideale.

In ultimo una delle più curiose, ma sempre insidiose domande: “Continuerebbe a lavorare se dovesse vincere alla lotteria?”. Un simile interrogativo serve al selezionatore per conoscere la vostra motivazione e l’etica lavorativa. Un buon modo di superare l’ostacolo è rispondere che sareste disposte a continuare la vostra vita lavorativa qualora il vostro impiego offrisse sfide e obiettivi realmente interessanti.

Il miglior consiglio a ogni modo resta quello di non farsi prendere dal panico in nessun caso, anche quando si è incerti sulla risposta. Rispondere in maniera naturale cercando semplicemente di non farlo con troppi particolari, eviterete di prestare il fianco a ulteriori e più specifiche domande. Mantenere la giusta lucidità durante il colloquio è sempre la miglior strategia possibile.

Fonte: Forbes