Quella che prevede la presenza in contemporanea di un gruppo di candidati è una modalità di colloquio di lavoro spesso inattesa, ma utilizzata sempre più frequentemente dalla aziende.

Per chi seleziona il personale i pregi sono la possibilità di esaminare più persone insieme, di testare le capacità relazionali e di leadership del singolo candidato. Il colloquio di gruppo è necessario se la posizione aperta cui si aspira prevede una futura interazione costante con un team di lavoro o magari con il pubblico.

In questi casi è bene prepararsi preventivamente all’idea di sostenere un colloquio in cui non si sarà gli unici protagonisti, con i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta. Uno dei pregi del colloquio collettivo riguarda la possibilità di rompere il ghiaccio più facilmente, grazie alla possibilità di condividere la situazione di stress con altre persone nella nostra stessa condizione.

Ma con il calo della tensione il rischio di prendere la situazione troppo alla leggera è alle porte, dimenticandosi che si tratta comunque di una competizione, e che gli altri candidati non sono ancora colleghi di {#lavoro} ma rappresentano un’alternativa alla propria assunzione.

Nei colloqui collettivi, come anche nei colloqui singoli, si inizia generalmente con una presentazione di sé stessi, ovviamente con particolare attenzione alla propria formazione e alle precedenti esperienze di lavoro. Una delle cose più importanti è quindi essere preparati all’idea di potersi trovare di fronte un gruppo di persone, e avere in mente un racconto coerente di chi siamo e cosa abbiamo fatto a livello lavorativo, stando ben attenti che il monologo non superi i 5 minuti di durata.

Dare grande risalto alle proprie capacità professionali è fondamentale, ed è sempre meglio evitare di ripetere frasi già dette da altri candidati, o far precedere alla propria presentazione frasi come “Anche io…”, o “Come ha già detto chi mi ha preceduto…”, perché sembrano porre l’accento sulle qualità e sulle esperienze altrui piuttosto che sulle proprie.

Dopo le presentazioni i candidati vengono generalmente sottoposti ad alcune prove, e le più frequenti consistono nella risoluzione di un particolare problema, in cui è previsto di dover raggiungere una soluzione comune. Far valere la propria opinione, con educazione ma con decisione, è importantissimo: meglio un’idea un po’ stravagante che stare totalmente in silenzio.

In un colloquio di gruppo ci sono infatti una serie di errori in più (di cui alcuni davvero gravi) in cui è possibile incappare, rispetto ai colloqui singoli. Primo fra tutti voler strafare: parlare troppo, parlare sopra gli altri, non ascoltare le opinioni altrui, imporsi con prepotenza o con troppa aggressività, magari persino intraprendere delle discussioni con gli altri candidati.

Questo è senz’altro l’errore più comune, e probabilmente anche il più mal visto dai selettori: chi sottopone un aspirante dipendente a un colloquio di gruppo vuole proprio testarne la capacità di sapersi relazionare con le altre persone, e vedere se è in grado di far valere la suaa opinione o la sua soluzione con doti di persuasione.

Poco apprezzato è però anche il caso contrario, quello di chi in un gruppo tende a scomparire, non si fa sentire, non ha una propria idea brillante, e non riesce a spiccare come leader. Il rischio di zittirsi quasi completamente in un colloquio collettivo è molto presente, soprattutto per chi ha un temperamento timido e tende a imbarazzarsi.

Parlare correttamente, con un linguaggio professionale ma interessante, è altrettanto importante. Difficilmente un esaminatore assumerebbe qualcuno che usa un linguaggio scorretto, o che tratta i problemi in maniera infantile.

Essere partecipativi, determinati, socievoli, ottimisti ma anche realisti sono senz’altro le caratteristiche base da far emergere in un colloquio collettivo, dimostrando di saper tenere conto delle opinioni altrui e della presenza di altre persone.