Una buona stretta di mano è un ottimo modo per iniziare un’interazione ed è essenziale a livello di socializzazione, in particolar modo quando questa avviene durante un colloquio di lavoro. In pratica è il nostro biglietto da visita. Tramite tale gesto si può dare l’impressione di essere nervosa, timida, aggressiva, troppo accondiscendente, di non avere fiducia in sé stessa e altro ancora.

La stretta di mano può essere debole e a volte quasi viscida, come se si volesse scappare via dalla presa (evidentemente un problema di poca capacità di gestione dell’ansia). Al contrario, può essere una sorta di morso, che non si dimentica neanche un’ora dopo. Infine la stretta di mano può essere frettolosa o ricordare una sorta di artiglio, concedendo solo l’estremità superiore delle dita, o energica, fino a farci quasi rotolare giù.

Nel primo caso, è possibile dare l’impressione di non gradire il contatto fisico, con il rischio di essere considerate false e opportuniste. Quando la presa è energica, invece, e la pressione è eccessiva, può essere segno di un carattere aggressivo ed esibizionista. Una stretta calorosa è tipica degli individui estroversi e di chi è molto espressivo e, nelle donne, è associata anche ad apertura mentale e a curiosità per le novità.

Oltre a ciò una salda stretta di mano può predisporre favorevolmente l’interlocutore verso di noi, specie se a farlo è una donna cui viene attribuito un carattere aperto, socievole e gioviale. Infine, a prescindere dai sessi, chi torce il polso dell’altro così da fargli girare il palmo verso l’alto, o chi mette una mano sulla spalla dell’interlocutore nel dargli la mano, esprime il desiderio di porre l’altro in un ruolo di sudditanza.

Se si vuole fare colpo durante un colloquio di lavoro, sarebbe certamente utile studiare le abilità di handshaking ma anche la postura che si assume nel stringere la mano. Come sappiamo una buona stretta di mano è indice di professionalità, sincerità e fiducia. Prima di tutto, quindi, è consigliato tenere le piante dei piedi di fronte al proprio interlocutore evitando di guardare le mani, bensì agganciando lo sguardo dell’altro.

Il palmo della mano deve entrare in completo contatto con l’altra, mentre le dita creano la socializzazione (ma non la rottura delle ossa, s’intende!). Durante questo gesto si scambiano poche parole ma con presenza e naturalezza, fino a che le mani si allontanano.

Prima del colloquio assicurarsi che le mani siano pulite e asciutte. Inoltre, le unghie devono apparire ben curate e non devono essere presenti, fra le dita, anelli ingombranti. Per completare il look perfetto, niente gomma da masticare, denti puliti e alito fresco. Durante l’allenamento è utile immaginare la piega che prenderà la conversazione: si possono ipotizzare, in questo caso, diversi colloqui in base alla stretta di mano concessa, e capire quale tecnica sia più efficace per un colloquio vincente.

Fonte: Sheknows