Durante il colloquio di lavoro la prima impressione che si dà di sé è essenziale. Riuscire a colpire positivamente la persona che si ha di fronte può, infatti, assicurare il posto tanto desiderato. Fondamentale, dunque, rispondere correttamente ad alcune domande cruciali, dalle quali dipenderà l’assunzione.

Conoscere anticipatamente alcune delle domande più probabili durante un colloquio di lavoro può aiutare non solo a prepararsi adeguatamente, ma contribuisce anche ad alleviare il nervosismo tipico del momento: il non apparire eccessivamente tese, ma abbastanza sicure di sé, è certamente un punto positivo.

Il primo ostacolo da superare durante un colloquio di lavoro è il saper parlare di sé stesse. In circa due minuti si dovrebbe riuscire a fornire un quadro abbastanza completo della propria personalità, evitando di parlare troppo della vita personale e mettendo in luce i propri successi lavorativi. Fondamentale, quindi, far capire di possedere tutte le caratteristiche richieste dal lavoro in questione, e non perdersi in dettagli inutili. Può essere utile a tal scopo scrivere, qualche giorno prima del colloquio, una lista delle cose che si vogliono comunicare al datore di lavoro, in modo da non improvvisare.

Un’altra domanda assai probabile riguarda i pregi e i difetti. Anche qui preparare una lista ragionata può essere molto utile: vanno analizzate tutte le forze e le debolezze della persona, al fine di decidere se sia il caso o meno di comunicarle durante il colloquio di lavoro, dopo averle confrontate con gli obiettivi dell’azienda in questione e il settore di competenza. Non vanno trascurati inoltre degli esempi pratici: anche le debolezze, se messe in atto in determinate situazioni cruciali, possono rivelarsi positive. È importante, comunque, non nascondere quelle cose che, a lungo andare, possono compromettere la permanenza in azienda o il rapporto con i colleghi: la sincerità, a volte, può essere ricompensata.

Importantissimo non parlare di stipendio durante il primo colloquio di lavoro: anche di fronte alla domanda diretta, è meglio non richiedere una cifra precisa, ma mostrarsi disponibili a parlare di salario solo nel momento in cui da entrambe le parti ci sarà la volontà di instaurare un rapporto lavorativo.

Informarsi sull’azienda in questione, leggendo qualsiasi cosa la riguardi (inclusi siti web, articoli, opinioni di chi ha lavorato in quel settore), fornisce un quadro completo sulla politica lavorativa adottata dall’azienda: dimostrare di aver capito quali sono i suoi obiettivi, e mostrare di possedere le conoscenze giuste si rivelerà una mossa vincente.

Cosa si aspetta dal futuro?” è una domanda che viene posta per capire quali sono le aspettative della candidata in questione, e se quest’ultima potrebbe riuscire a fare carriera all’interno dell’azienda. Anche qui, è opportuno tralasciare gli obiettivi personali, riguardanti la gravidanza, ad esempio, e concentrarsi su esempi lavorativi: durante un colloquio di lavoro nessuno vorrà sentire parlare di vita privata. L’onestà, in questi casi, è comunque fondamentale, altrimenti si rischia di apparire inadeguate e poco interessanti.

Nel momento in cui viene chiesto se si stanno sostenendo altri colloqui di lavoro, per altre aziende, è meglio rispondere brevemente: un semplice sì può scatenare l’effetto desiderato, oppure va bene rispondere che questo particolare lavoro è la prima scelta. In ogni caso, è opportuno non insistere troppo sugli altri lavori presi in considerazione e non inventarne alcuni inesistenti solo per impressionare il datore di lavoro.

Mostrarsi in grado di partorire nuove idee utili all’azienda può essere di grande aiuto: prendere spunto da esperienze lavorative precedenti, o da casi analoghi, mostrerà i benefici che l’azienda ricaverebbe da questa nuova assunzione. Se poi questo nuovo colloquio di lavoro si sta sostenendo per cambiare occupazione, è di essenziale importanza non parlare male dell’ex datore di lavoro, ma mostrare sinceramente i motivi del cambiamento.

Nel caso in cui, durante il colloquio lavorativo, venga chiesto al candidato di fare qualche domanda, è necessario usare un po’ di giudizio: evitare ancora una volta le questioni specifiche riguardanti la paga, le promozioni o i benefici personali. Meglio concentrarsi su domande appropriate e finalizzate a far capire di essere la persona adatta a quel lavoro.

Infine, dimostrarsi in grado di risolvere un problema in ufficio, ad esempio con i colleghi di lavoro, è molto importante: fornire un esempio di problema lavorativo che avete già affrontato in passato (possibilmente, però, causato da qualcun altro), spiegandone dettagliatamente la soluzione metterà in luce tutti gli aspetti positivi della personalità e renderà l’assunzione assai probabile.

Fonte: Savvy Sugar