Quante volte il desiderio di cambiare le cose resta solo un’idea? Affrontare un cambiamento in un qualsiasi ambito della vita, compreso quello lavorativo, è qualcosa che spaventa tutti. Anche quando ciò che si sta vivendo non soddisfa a pieno le aspettative e gli investimenti in gioco.

Sulla base di uno studio condotto da Heidi Grant Halvorson, psicologa ed esperta in scienze motivazionali, concretizzare un cambiamento risulta difficile perché si è portati a scambiare una cosa fatta a lungo per la cosa migliore da fare.

“Il punto è che inconsciamente la gente crede che longevità e tradizione siano garanzia di efficienza e di qualità”, il che alle volte è assolutamente vero. Quando un prodotto o un modo di fare le cose, resiste alla prova del tempo è raro non giudicarlo come il migliore di fronte ad alternative sconosciute e imprevedibili.

Questo atteggiamento però inconsapevolmente contagia anche aspetti della vita, come l’arte o la cucina, in cui sarebbe più facile pensare che le scelte siano influenzate da fattori estetici o di gusto. Invece anche davanti a un dipinto o a un pezzo di cioccolato, si è portati a preferire quello che ha una storia più antica, rispetto a un manufatto più recente.

Assurdo se si pensa che tradizione e longevità non sono sempre sinonimi di efficienza. Spesso sono altri i fattori che spingono le persone a scegliere lo status quo alla novità: oltre a un buon marketing, pigrizia, inerzia, abitudine, sono le vere ragioni per cui al cambiamento si preferisce il solito.

Cambiare non significa quindi solo abbracciare qualcosa di sconosciuto, significa rinunciare a qualcosa di vecchio che è percepito come un bene, per qualcosa di nuovo che invece è assimilato come un rischio.

Ma non è impossibile superare questo pregiudizio inconscio. Anzi soprattutto se si vuole avere successo, è necessario essere consapevoli del meccanismo psicologico che porta le persone a considerare migliore l’alternativa già conosciuta e sperimentata. Come? Convincendosi che innovazione e cambiamento sono positivi per chi li vive, anche quando i presupposti (inconsci) dicono il contrario e apparentemente ciò che ci circonda da sempre sembra avere un sapore e un aspetto migliore.

Fonte: Huffingtonpost.