Vivere insieme a una patologia non significa rinunciare allo sport: l’importante è conoscere i propri limiti e tenersi sempre sotto controllo medico. Vi sono comunque tipi di allenamenti adatti per le persone che hanno problemi di salute, ecco quali.

Una tra le malattie più diffuse nel genere umano è l’asma, patologia cronica dei bronchi causata da molteplici fattori come l’ereditarietà e l’inquinamento. L’asma, che provoca evidenti difficoltà respiratorie, va monitorato con regolari check up, e nonostante il fatto che da questa patologia non sia possibile guarire totalmente, si può senza dubbio mantenerla sotto il controllo raggiungendo un normale stile di vita, attraverso il trattamento farmacologico idoneo.

È innanzitutto necessario seguire un regime alimentare leggero perché gli {#alimenti} complessi aumentano l’infiammazione e diminuiscono l’efficacia dei farmaci specifici. Lo sport aiuta molti pazienti a trovare un equilibrio respiratorio, ad esempio le tecniche di rilassamento dello Yoga aumentano la capacità di apertura polmonare favorendo una respirazione corretta, oppure l’attività aerobica per 30 minuti consecutivi al giorno diminuisce la comparsa dei sintomi. Ecco perché tali due attività sono consigliate per chi soffre di questo tipo di problemi ai bronchi.

Un altro sport consigliato dai medici specialisti è il nuoto: l’ambiente acquatico consente miglioramenti perché ha un effetto calmante e rilassante sull’organismo. Anche gli sport di squadra possono essere utili: attività come ad esempio il calcio vengono esercitate in compagnia e in più consentono di fermarsi quando il fisico lo richiede.

Se il paziente preferisce sport particolarmente avventurosi come immersioni subacquee, paracadutismo o alpinismo è necessario affrontare una serie di controlli pianificati con lo specialista di fiducia. Le numerose discipline sportive non hanno particolari controindicazioni: una buona attività fisica rappresenta uno dei migliori strumenti di {#prevenzione}, ma lo sforzo deve essere sempre commisurato alle capacità individuali attraverso un allenamento graduale condotto fase per fase.

Se durante l’allenamento compaiono i sintomi di un attacco è necessario arrestare la fase di fatica immediatamente, per passare a quella di riscaldamento mantenendola almeno cinque minuti, al fine di portare la respirazione a una condizione normale; infine fare uso dell’inalatore che deve essere sempre a portata di mano in caso di emergenza.

Una patologia che condiziona particolarmente i pazienti è l’epilessia, la sindrome neurologica con crisi improvvisa: lo sport, in questo caso va pianificato in totale sicurezza. Basta pensare quanto sia difficile e pericoloso affrontare una convulsione se ci si trova in un bosco da soli, o in mare: infatti è decisamente sconsigliato dagli specialisti praticare sport come immersioni subacquee, paracadutismo, alpinismo, parapendio, deltaplano, aviazione, automobilismo, pugilato e karate.

Un recente studio ha dimostrato scientificamente che lo sport migliora la {#salute}, rinforzando soprattutto l’apparato osseo, e il benessere mentale diminuendo la comparsa delle crisi e della {#depressione}.

Per raggiungere un allenamento ottimale si consiglia un riscaldamento adeguato prima di cominciare la sessione di esercizi, bere molta acqua per rimanere idratati durante la fase di picco, infine prolungare la fase del riposo con una respirazione lunga e profonda. Gli sport di gruppo sono comunque preferibili a quelli individuali per limitare il pericolo.

Se si è affetti da una disabilità, per Thesite.org invece il campo è molto ampio: basta guardare le gare delle Paralimpiadi per capire che anche gli sport come hockey su ghiaccio e sci, apparentemente pericolosi e faticosi, sono fonte di stimolo per il disabile. La cosa fondamentale è essere sempre seguiti da un medico specialista che può delineare la strada per il giusto allenamento.

Un allenamento tipo per disabili è il seguente: 5 minuti di esercizi di mobilità articolare per gli arti superiori, 3 serie da 15 di crunch da seduti e 10 minuti di stretching e mobilità articolare. In caso di cecità del soggetto, ci sono allenamenti specifici e molto divertenti che migliorano l’equilibrio psicofisico giocando sulle sensazioni che provoca il movimento: 10 minuti di cyclette, due sessioni da 15 minuti di allenamento per le gambe, 10 minuti di simulatore di sciata e infine defaticamento.