Approcciare una ragazza che si incontra spesso o che si è appena incontrata potrebbe essere la cosa più facile di questo mondo. La si avvicina, la si saluta e le si dice molto chiaramente che l’abbiamo notata e che ci faceva piacere scambiare quattro chiacchiere con lei per conoscerla. Facile sulla carta, un po’ meno facile nella realtà.

Sapete però perché la maggior parte delle volte l’approccio diventa difficile? Perché ci costruiamo le difficoltà nella nostra mente: iniziamo a porci mille dubbi, a trovare mille cose che non vanno in noi… “E se mi manda a quel paese?” e vabbè, almeno ci hai provato e poi che sarà mai; “Ma forse non le piaccio” e vabbè, se non sei capace di dirle neppure ciao non lo saprai mai.

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Ci costruiamo castelli inviolabili di problemi cui l’altra persona magari non penserebbe nemmeno se fosse il più astuto degli strateghi: “E se nota che ho un piede di un millimetro più corto dell’altro?” o ancora “Se pensa che mi vesto come Topo Gigio quando va alla fiera degli scapoli disperati?”… Insomma, la paura di ricevere un rifiuto a volte ci fa apparire tutto molto più complicato di quello che alla fine è. Abbiamo paura del rifiuto la maggior parte delle volte, questa è la verità. Ma a causa di questa paura che ci blocca, spesso perdiamo anche belle occasioni.

Guardate ad esempio il video di questo cortometraggio: il ragazzo e la ragazza che si incontrano durante la pausa pranzo si piacciono reciprocamente, eppure, con tutta probabilità, non approfondiranno mai la loro conoscenza e non sapranno mai di piacersi perché nessuno dei due riesce ad andare oltre i propri dubbi ingiustificati.

photo credit: Dan Goorevitch via photopin cc