La gravidanza dura nove mesi. Questa è una delle poche certezze che le future mamme credono di avere, tuttavia le cose non stanno esattamente così. L’unità di misura usata per calcolare la durata della gestazione è la settimana, tanto che si parla di 280 giorni totali dal concepimento fino al parto.

Per essere ancora più precisi, la {#gravidanza} dura quaranta settimane, quindi nove mesi più dieci giorni attraverso i quali l’embrione cresce e si sviluppa fino a diventare un neonato a tutti gli effetti. Che risposta dare, quindi, alla domanda: quando nascerà il bambino?

Sembrerà strano, ma solo circa cinque neonati su cento vengono al mondo esattamente nella data prevista, chiamata data presunta del parto (dpp), che si calcola sulla base di alcuni parametri fondamentali, primo fra tutti il giorno di inizio dell’ultimo ciclo mestruale.

Esistono svariati strumenti in rete che consentono di calcolare la data del parto con il regolo ostetrico online, inserendo all’interno di un apposito campo il primo giorno dell’ultimo ciclo. In presenza di cicli irregolari, tuttavia, questo calcolo è molto più complicato, a meno che non si abbia la certezza del giorno in cui è avvenuto il {#concepimento}.

Un ciclo mestruale, infatti, dura circa 28 o 30 giorni, ma in moltissime donne questo lasso di tempo può anche durare dai 22 ai 45 giorni. In questo caso, esiste sempre la possibilità di effettuare un calcolo più preciso inserendo all’interno della tabella i propri dati personali, sulla base dei quali sarà restituita una data differente. In generale, se la gestante ha un ciclo abbastanza regolare il suo bimbo potrebbe nascere nel periodo che va dai 15 giorni precedenti ai 15 successivi la dpp.

Detto questo, è fondamentale sottolineare la differenza tra età gestazionale e epoca ecografica: la prima indica il numero di settimane e giorni trascorsi dall’inizio dell’ultima mestruazione, mentre la seconda corrisponde alle effettive dimensioni del feto. Se durante la prima ecografia il ginecologo riscontrerà che il feto ha misure compatibili con l’epoca gestazionale, farà riferimento a quest’ultima per stabilire la data del {#parto}. In caso contrario, o meglio se le dimensioni del feto variano di più di sei giorni da quelle che corrispondono all’età gestazionale, allora la gravidanza verrà ridatata.

In altri termini, il bambino potrebbe essere stato concepito in un giorno diverso da quello stabilito inizialmente sulla base dell’ultimo ciclo mestruale, e di conseguenza non solo la sua età (definita misurando la lunghezza tra il vertice del cranio e l’osso sacro) è diversa, ma anche la data presunta del parto deve essere ricalcolata.

Stabilire una data che rappresenti il termine della gravidanza è molto importante, non solo per valutare nel corso di ogni controllo ecografico la regolare crescita del feto, ma anche per definire un termine ultimo oltrepassato il quale sarà necessario monitorare il benessere fetale, la quantità del liquido amniotico e il livello di maturazione della placenta.

In assenza di problemi e se il travaglio non si avvia in modo spontaneo entro circa cinque giorni dal termine della gravidanza (lasso di tempo che varia a seconda della struttura sanitaria), potrebbe rendersi necessaria l’induzione al parto.