A chi non è capitato, nelle propria vita, di aver a che fare con un bugiardo e dover capire se un uomo mente? Può capitare che all’inizio di una storia ci sia un comportamento sospetto o che dopo tanti anni appaia diverso.

Esiste il bugiardo seriale, che inventa storie con tutti: le racconta agli amici, ai parenti, persino ai colleghi. C’è anche chi è in grado di dire che è digiuno da ieri, quando è appena stato a pranzo con chi sta parlando: si tratta, in questo caso, di un bugiardo cronico.

Un uomo può mentire per scarsa autostima o per sfuggire a qualsiasi forma di controllo. Certo è che bugiardi non si diventa all’improvviso, a meno che non sia successo qualcosa nelle dinamiche di coppia, per cui l’uomo per sfuggire al controllo della compagna inizia a mentire. Se così non è, ci troviamo di fronte a un partner che non è stato sincero per tutta la durata della lunga storia d’amore e che non è ancora stato smascherato.

Come capire se un uomo mente? Ecco qualche consiglio.

  • Gli occhi sono lo specchio dell’anima: quando un uomo mente, mentre racconta le sue bugie, guarda dritto negli occhi accennando a volte anche un sorriso. Lo sguardo di un bugiardo è fisso, dritto, penetrante, sposta gli occhi in maniera casuale, spesso verso destra e batte le ciglia lentamente. Sta provando a intimidire il suo interlocutore e a esercitare il suo controllo.
  • Le bugie hanno le gambe corte: a differenza di quanto si creda, i bugiardi non hanno grande memoria e lo sanno. Per questo evitano di raccontare una seconda volta una situazione su cui hanno mentito, diranno più facilmente di non ricordare. Basta tenere il conto di quante volte pronuncerà questa frase. Le sue amnesie si riferiscono ad altrettante, precedenti bugie.
  • Dio (e la verità) si nasconde nei dettagli: se racconta una storia colma di particolari, illustrando dettagli anche banali, è il caso di fare attenzione, perché potrebbe essere una menzogna. Altro segnale è dato dall’imprecisione di alcuni dettagli, soprattutto quando prova a sminuirne l’importanza. Può anche ripetere le stesse parole e gli stessi concetti più volte. Magari è una versione della storia che ha ripetuto più volte nella sua mente e dunque sta recitando un copione, provando a convincere gli altri e se stesso che quanto sta raccontando sia la verità.
  • Quando a tradire è il corpo: il linguaggio del corpo nei bugiardi spesso è contraddittorio. Per esempio se sta dicendo “ho dormito fuori per ragioni di lavoro” può darsi che faccia un leggero “no” con la testa, scuotendola appena a destra e a sinistra. In questo caso la comunicazione non verbale del mentitore dimostra che il suo corpo non conferma quello che dice con le parole.
  • La chiave per sopravvivere è attaccare per primi: un bugiardo tende a stare sulla difensiva. Spesso fa tutto il possibile per portare l’attenzione dell’ascoltatore lontano da sé. Si arrabbia se si mette in discussione la sua innocenza. Al contrario, le persone che dicono la verità reagiranno offendendosi, non arrabbiandosi. Un altro comportamento classico del mentitore è quello di provare a cambiare l’argomento o spostare la conversazione corrente in una direzione diversa.