Forse dovremmo rivedere il nostro concetto di romanticismo. O forse io sono troppo categorica e intollerante nelle questioni di cuore. Fatto sta che questo credere imperterrito nel destino, affidandogli passivamente le nostre sorti, proprio non mi convince.

Qualche settimane fa ha spopolato un corto della Disney intitolato Paperman. Il soggetto è stato ritenuto di un romanticismo quasi senza tempo: lui che vede lei, lei che vede lui, l’amore puramente etereo fra i due…e qualche aeroplanino di carta che lui tenta di far volare fino a lei, per colpirla e conquistarla. Per carità, delicato, dolce, piacevole, commovente. Se non fosse per il finale.

Proprio quando sembra che il destino sia avverso per i due infatti…ecco che la direzione dei velivoli di carta devia a causa di un magico e misterioso intervento, e i protagonisti possono finalmente incontrarsi. Bella storia. Ma la domanda scaturisce con irruenza: dove caspita sta il romanticismo in tutto questo?!?

Se lo confondiamo con le coincidenze del destino, ecco allora francamente cerchiamo di rileggere il dizionario. Perché a casa mia il romanticismo implica un minimo (non dico tanto eh, un minimo!) di sforzo da parte di un ipotetico corteggiatore. Fare due origami e poi affidare tutto alle Parche, non mi sembra un gesto così eroico. Anche perché tocca ricordarsi che fra le tre dee c’è sempre quella con le forbici, pronta a tagliare come la Bobbit.

In ogni caso il punto è che secondo me il concetto di romanticismo è sinonimo di impegno: quand’è che smetteremo di affidare tutto al caso e cominceremo a prendere un poco in mano la nostra vita? Perché certo un po’ di fortuna è sempre d’obbligo, ma una volta che il fato ci lancia qualche segnale, poi dobbiamo essere noi a coglierlo, prenderlo e trasformarlo in qualcosa. Altrimenti cosa ci distinguerebbe dall’erba cattiva che cresce fra le piante dell’orto?!?

Trovarsi è sempre frutto di un caso; ma sapersi riconoscere, cercarsi, fondersi e costruire è tutt’altra storia; è questione di volontà, di desiderio, di coraggio in taluni casi. Invece mi sembra che anche solo l’idea del romanticismo si riduca ai voli pindarici di un aeroplanino di carta e all’attesa che qualcosa, prima o poi, accada. Poi quando davvero l’amore arriva, forse non sappiamo riconoscerlo o comunque non lottiamo per averlo.

Basta. Ci sembra di volere qualcosa? Prendiamocela. Combattiamo, impegniamoci. Lo dico ai maschietti, che spesso mi appaiono senza convinzioni. Ma lo dico anche alle donzelle: in fondo dove sta scritto, al di là di una sana cavalleria che fa pur sempre piacere, che siano sempre gli uomini a dover fare il primo passo? Certo, salvo poi non riceverne in cambio nemmeno un secondo o un terzo…nel qual caso…non affidatevi al destino, prendete proprio in mano le famose forbici….

E per tutti i “romantici” fatalisti ecco Paperman. Buona visione.

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