Con i tempi che corrono, caratterizzati dalla crisi economica che pesa come un macigno e dalla disoccupazione che incombe sulla maggior parte dei giovani, accettare un lavoro e dire di sì con entusiasmo a un’offerta è quasi scontato. Abbassare la testa in segno di assenso a qualsiasi cosa si ponga davanti è diventata quasi una consuetudine, specialmente perché si crede che dire no potrebbe avere nel medio e lungo termine conseguenze negative dal punto di vista professionale.

E invece spesso bisognerebbe proprio dire no, soprattutto quando le richieste sono un vero e proprio sfruttamento della persona. Capita spesso che molti giovani stagisti o semplici lavoratori alle prime armi, vengano posti di fronte alla fatidica domanda “Sei disposto a…?” e nella maggior parte dei casi si dice sì per non deludere le aspettative dei superiori e sperare un giorno di essere premiati.

Eppure, annuire in condizioni non ottimali può essere controproducente, perché si dà agli altri un’immagine sbagliata di se stessi, quasi sottomessa, inoltre si dà ai capi e ai colleghi il lasciapassare per chiedere sempre di più, senza limiti.

Un no deciso ma educato, fermo ma motivato, in certi casi potrà servire invece a far cambiare mentalità all’azienda, che capirà l’impossibilità da parte dei dipendenti di poter adempiere a qualsiasi compito, indistintamente; contemporaneamente servirà a chi si nega, soprattutto per mantenere una certa credibilità all’interno dell’ambiente di lavoro.

Chi si sovraccarica di extra accettando incarichi nuovi e impegnativi, nella peggiore delle ipotesi potrà non adempiere perfettamente alla sua mansione, conseguenza che potrebbe provocargli un alto livello di stress e una possibile cattiva reputazione, come ad esempio essere considerato poco affidabile e non in grado di mantenere l’impegno preso.

Prima di accettare un compito extra è quindi fondamentale pensarci bene. Meditare sui pro e i contro, calcolare il tempo che quel nuovo incarico potrà sottrarre alla normale attività lavorativa e, subito dopo, decidere. Se la decisione fosse negativa, non bisogna aver paura di dire no, anche perché spesso non accettare qualcosa dimostra molta più maturità e responsabilità di chi acconsente a tutto senza meditare bene.

Ovviamente ci sono modi e modi per dire no. Solitamente la scelta più saggia è evitare di rispondere seccamente senza dare le giuste motivazioni. Molto meglio invece spiegare il perché si dice no, mostrandosi realistici, valutando insieme i motivi del rifiuto e, in alcuni casi, dando valide alternative, per esempio cercando di ridurre la portata della mole di lavoro ove possibile.

Fondamentale poi è cercare di parlare con la massima sincerità, senza essere evasivi e, soprattutto, facendolo a voce. Usare l’ email può essere controproducente, perché comunicando non direttamente sarà difficile poter regolare il tono con cui si spiega il proprio no, creando facili fraintendimenti che certamente potrebbero essere evitati se si affrontasse la situazione di persona.

Fonte: Forbes