Vuoi diventare una Femen italiana?

Metti la tua foto in topless su Facebook?

Bene, non basta. Non basterà mai.

Le proteste Femen sono azione, coraggio, botte, sequele legali, energia, resistenza. Niente a che vedere con una foto ammiccante ad un obiettivo. Ma è un passo, un piccolo minuscolo passo.

C’è molto dietro al topless delle Femen, molto dietro la nostra ideologia politica, tantissimo nelle nostre formazioni, un’enormità di esperienze da cui attingere. E tantissimo anche davanti, nei nostri seni“.

Questo il messaggio che appare, dopo un articolo pubblicato dal Corriere, sulla pagina ufficiale di Facebook (dalla quale è tratta l’immagine in cima al post) del gruppo Femen Italia. Come si diventa una di loro? Forse qualche giovane donna dallo spirito rivoluzionario se l’è già chiesto. Ecco dunque la loro risposta: si tratta di un percorso non facile che inizia con una semplice azione come postare una foto a seno nudo su un Social Network, e provare a capire se si è capaci di reggere i commenti offensivi o meno degli altri utenti.

Un primo passo verso un cammino difficile che prevede un’esposizione sociale e mediatica molto forte che può portare conseguenze anche rilevanti. Per questo, si racconta nell’articolo del Corriere, le ragazze italiane non sono ancora scese in piazza nelle manifestazioni tenutesi sino ad ora nel nostro Paese: “Per le iniziative a San Pietro e contro Berlusconi non ci sentivamo ancora pronte e le hanno portate avanti le ragazze di Kiev e di Parigi“, raccontano le studentesse aderenti al gruppo Francesca, Mari Chiara e Beatrice.

Prima di una “prova di iniziazione”, se così si può chiamare, è necessario affrontare un allenamento psico-fisico non indifferente, oltre a un buon gruppo di avvocati che ti ripari le spalle:  “Bisogna essere preparate quando si viene bloccate dalla polizia. Tante volte siamo sbattute a terra. E magari capita che qualcuno ci picchi. Qui in Italia poi rischiamo una condanna dai 2 ai 7 anni. A pesare, oltre a manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale, c’è il reato di atti osceni in luogo pubblico“.