La felicità sul lavoro è imprescindibile e necessaria. Il lavoro, infatti, occupa l’intera giornata e se si svolge il proprio mestiere in un luogo che non piace ed eseguendo mansioni poco interessati, allora si rischia di cadere in depressione.

Tuttavia, spesso, la felicità sul lavoro non dipende dall’ambiente ma da una predisposizione mentale del lavoratore. Non c’è nulla di più negativo che vedere con occhi sbagliati il proprio lavoro e reagire all’ambiente professionale con stress e nervosismo. Se si agisce su se stessi e sul modo in cui si vede il mondo, allora potrà essere più facile essere felici sul lavoro.

Bisogna partire dal presupposto che sarebbe sempre opportuno fare ciò che piace davvero: questo punto è imprescindibile e aiuterà a sopportare qualsiasi difficoltà lavorativa. Allo stesso tempo si deve essere ache molto indulgenti con se stessi: non si può essere sepre perfetti, né si può pensare che si sappia fare tutto subito. Si può sempre commettere un errore, ma quell’errore non deve essere generatore di ansia: dall’errore si trarrà nuova linfa per imparare a lavorare nel modo giusto.

Chiaramente, una buona parte della felicità sul lavoro è data anche da come si vive fuori del lavoro. Bisogna sapersi prendere una pausa, coltivare un hobby, uscire: in questo modo la mente si ristora e si è pronti e rilassati per una nuova giornata lavorativa.

Indispensabili perché l’ambiente di lavoro sia sereno sono i buoni rapporti con i colleghi: magari a volte si devono mantenere legami formali, ma non sempre. Anzi: avere degli amici sul posto di lavoro aiuterà a passare una giornata sì pesante, ma piacevole.

A questo punto è strettamente legato un altro: la personalizzazione dello spazio lavorativo. La propria scrivania deve essere abbellita di oggetti familiari e riconoscibili. Portapenne, foto, poster: tutto ciò aiuterà a rendere proprio l’ambiente di lavoro e quindi anche più confortevole.

Inoltre, una volta seduti alla scrivania, ci si deve prefiggere obiettivi facilmente raggiungibili. Non si può cercare di inseguire l’impossibile, perché ciò sarà fonte di stress e agitazione. Quindi, meglio crearsi delle tappe lavorative che rappresentino una sfida ma che non siano in contrasto con la propria carriera.

Sul lavoro che si sta svolgendo, è sempre bene cercare un feedback, parlare con i colleghi o con i superiori e sentire cosa ne pensano: se la risposta sarà positiva, nulla di cui preoccuparsi. Se sarà negativa, allora si dovrà raccogliere la sfida per migliorare: sarà questo un modo per sentirsi motivati.

Tuttavia, parlando con i colleghi, è sempre bene evitare controversie: discutere animatamente o litigare per motivi per possono anche esulare dal lavoro è un fattore molto negativo. Ill collega con cui si è discusso potrebbe decidere di adoperare qualche ritorsione sul lavoro: meglio evitare i guai e parlare poco di cose scottanti.

I colleghi, talvolta, servono anche per scaricare l’eccessiva mole di lavoro cui si deve far fronte. Senza approfittarsene, si può chiedere gentilmente aiuto nello svolgere una particolare mansione, affidando uno o due compiti a colleghi vicini.

Inoltre, è fondamentale esporre le proprie idee: se si pensa che l’idea formulata sia buona e particolarmente creativa, allora va comunicata a chi di dovere. Anche se non venisse accettata, si è comunque dimostrato di essere dei tipi propositivi: questo farà una buona impressione sul capo e i colleghi.

E infine, ultimo ma non meno importante: evitare stress inutili. Non ci si può arrabbiare e innervosire per qualsiasi problema. Molti problemi, spesso, verranno dimenticati e il lavoro ricomincerà da capo, con stima reciproca. E poi, entrate al lavoro sempre con un sorriso: il buonumore è contagioso.

Fonte: Mag for Women