Mangiare saporito è uno sfizio per molti italiani e il sale è senza dubbio uno degli elementi imprescindibili della nostra cucina, ma come fare quando occorre limitarne l’assunzione? Che sia per motivi estetici o medici, il sale è spesso controindicato nei regimi alimentari più sani: è uno dei principali responsabili della ritenzione idrica (prima causa di cellulite per le donne) ed è spesso correlato ai fenomeni di ipertensione o le meno note idrope e ascite.

Per questo in alcuni casi si rende necessaria una dieta iposodica, ovvero povera di sodio. Statisticamente una dieta povera di sodio è un rimedio per circa il 30% dei soggetti affetti da ipertensione, ma spesso è comunque il primo passo da affrontare quando si cerca una valida terapia per abbassare naturalmente la pressione.

Ma il sodio dove si trova? In realtà molti di noi credono che l’eccesso di sale sia dovuto all’atto del salare una pietanza. Nulla di più sbagliato: il sale aggiunto sui cibi rappresenta circa il 36% di quello che ingeriamo. Il 54% per esempio è assunto attraverso cibi che già lo contengono direttamente.

In un regime normosodico, un adulto dovrebbe assumere fra i 2400 e i 3500 mg di sodio, mentre in un regime iposodico il valore massimo consentito si assesta sugli 800 mg al giorno. Per poter protrarre una dieta povera di sodio tuttavia bisogna aumentare le dosi, con un’assunzione fra i 1500-1800 mg al giorno.

In estrema sintesi, anche se per qualsiasi indicazione sarebbe meglio farsi assistere dal proprio medico o da un dietologo, il sale in eccesso è contenuto in tutti i cibi inscatolati, nei salumi e nei formaggi, nei cibi conservati sotto sale, in quasi tutti i pani e i prodotti da forno, nei cerali che comunemente consumiamo per la prima colazione, nelle salse (maionese, ketchup e soia solo per citarne alcuni). Talvolta, per una persona affetta da ipertensione può non essere indicata nemmeno una dieta equilibrata.

Per iniziare un regime iposodico dunque si potrebbe cominciare eliminando questi cibi “a rischio” e ovviamente tutto il sale discrezionale che potremmo aggiungere agli alimenti prima di consumarli.

Una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare il sale iposodico: in realtà questo tipo di sale è molto amaro poiché contiene il cloruro di potassio. Gustare un cibo senza sale allora è impossibile? No, la cosa migliore è imparare a dosare i sapori in modo da non sentire tanto la mancanza del sapore salato.

Equilibrando i quattro sapori principali che il nostro palato percepisce (dolce, salato, acido e amaro) infatti ci si può educare a mangiare sano e gustoso anche se poco salato. Infine il piccante è un buon compromesso: ok al peperoncino, attenzione invece al pepe.