I colleghi di lavoro possono essere validi alleati, collaboratori professionali, amici e compagni dell’intera giornata lavorativa. Lavorare fianco a fianco con persone precise e di cui si ha profonda stima non può che far bene all’andamento dell’azienda e della produzione.

Tuttavia, non è raro trovare colleghi di lavoro che, anziché collaborare per dar vita a un team affiatato e produttivo, diventano competitivi fino ai limiti della sopportazione. Sono coloro che pur di “arrivare” non esiterebbero a passare sopra il cadavere dei propri colleghi. Una sana competizione non può che far bene all’andamento lavorativo, ma l’esagerata competizione può diventare deleteria per l’intero ambiente.

Come fare? Praticamente inutile cercare di cambiare il carattere di un collega agguerrito: l’unica cosa da fare è lavorare su se stessi per tentare di tutelarsi quando il momento diventa critico.

Innanzitutto bisogna mantenere alta la concentrazione. Un collega molto competitivo tenterà in ogni modo, consapevolmente o meno, di distrarci e di attirare l’attenzione solo su di sé. Con un collega del genere facilmente si sarà snervati e ci si distrarrà da ciò che si sta facendo. L’unica cosa da fare è concentrarsi su se stessi e non raccogliere la sfida del collega competitivo: bisogna essere competitivi solo nei propri confronti, cercando di superare i propri limiti, non quelli altrui.

Bisogna, in altre parole, dimostrare la propria superiorità morale e la propria onestà intellettuale: cosa che si può dimostrare evitando di raccogliere sfide al limite dell’infantile, dimostrandosi collaborativi e stringendo amicizie con chi gode della nostra stima. Coltivare relazioni buone con gli altri colleghi, dimostrare di essere disponibili e professionali e in grado di metter su un team convincente, non farà altro che rinsaldare la nostra posizione e rafforzarci di fronte alla strenua competizione del collega “rivale”.

Il collega competitivo, quindi, è percepito come rivale. Proprio per questo bisogna coinvolgerlo in attività collaborative e, talvolta, chiedergli consigli: non bisogna farlo sentire come un rivale, bisogna farlo sentire come un lavoratore uguale agli altri. Solo così la sua competizione potrà scemare e la guerra finire.

Certo, la guerra potrebbe non finire e il collega potrebbe sentirsi ancora di più autorizzato a rinfocolare la rivalità. Bisogna difendersi dai probabili attacchi cercando di mostrarsi ligi e dignitosi. Mai andare subito dal capo se la cosa non è particolarmente grave: per i piccoli screzi bisogna dimostrare di essere superiori e di non dar peso a ripicche infantili.

Negli ultimi tempi è sempre più facile trovarsi accanto colleghi particolarmente agguerriti e competitivi. La crisi economica e la disoccupazione impongono l’accaparramento del posto di lavoro a ogni costo. Molte aziende, specie quelle statunitensi, hanno inculcato una cultura del lavoro tutta basata sulla competizione sfrenata. Proteggersi da uno stile di vita che si fa via via sempre più irrespirabile diventa, pertanto, fondamentale, sia per continuare ad amare il proprio lavoro che per mantenere il benessere psicologico.

Fonte: Aol Jobs