Il linguaggio dei neonati è un linguaggio fatto per lo più di fisicità e di pianti. È soprattutto grazie a questi ultimi che il piccolo esprime e comunica i propri bisogni e le proprie necessità ai genitori ed è su questi ultimi che in genere ci si concentra per capire di cosa i neonati hanno bisogno.

Come per qualsiasi rapporto umano, con il passare del tempo e con l’aumentare della conoscenza su abitudini e attitudini, capire perché i neonati stiano piangendo in un determinato momento diventa più semplice e agevola senz’altro il compito di andare poi a soddisfare i bisogni che stanno richiedendo.

Il linguaggio dei neonati: capire il pianto

Quando i neonati piangono, il più delle volte ci sono sempre dei motivi che ne giustificano tale comportamento. Quali ad esempio?

  • Fame. Ossia il bisogno numero uno dei neonati, che in genere si manifesta con un pianto insistente e con la manina chiusa a mo’ di pugno.
  • Sonno. Spesso, quando i neonati sono stanchi e hanno bisogno di dormire, piangono in modo piuttosto lamentoso. Gli occhietti tendono ad arrossarsi e a chiudersi ed è lì che arriva il momento della ninna nanna.
  • Noia. Ebbene sì, i neonati piangono spesso anche perché si annoiano e perché richiedono attenzioni verso di loro. Quando ciò accade, il loro pianto è molto simile ad un piagnucolio più o meno continuo.
  • Coliche. Si tratta di uno dei motivi principali per cui i neonati piangono quando avvertono del dolore. Il pianto, in questo caso, inizia verso sera, è continuo e non c’è modo di farlo arrestare. La presenza delle coliche è in genere confermata dal fatto che i neonati portano le ginocchia verso l’addome.
  • Senso di disagio. Dovuto alle cause più varie (come il senso di freddo ma anche di troppo caldo). In tutti questi casi i neonati tendono a piangere in modo piuttosto forte e anche insistente finché la causa del disagio non viene eliminata.

Il linguaggio dei neonati: i messaggi del corpo

Oltre a comunicare col pianto, i neonati affidano i propri messaggi anche al corpo. Non essendo ancora padroni del linguaggio verbale, è su quello fisico che concentrano tutti i propri sforzi. Per imparare a comprendere questo tipo di linguaggio dei neonati, basta osservare con attenzione alcuni atteggiamenti.

  • Occhi. I neonati che tendono a chiudere gli occhi comunicano di aver sonno e lo stesso accade quando questi diventano rossi. La stanchezza può essere comunicata anche con occhi sbarrati.
  • Bocca. I neonati tendono a comunicare di aver fame increspando le labbra oppure arricciando la lingua sui lati. Un labbro inferiore che trema potrebbe essere sintomo del fatto che il piccolo ha freddo mentre il sonno può essere comunicato con uno o più sbadigli.
  • Arti superiori. Quando i neonati portano le mani vicino alla bocca molto probabilmente hanno fame. Quando agitano le braccia insistentemente potrebbero invece avvertire del dolore. Giocare con le dita invece potrebbe essere il segnale che il piccolo si sta annoiando.
  • Volto. Quando i neonati fanno smorfie potrebbe essere sintomo di fastidio o di aria nel pancino mentre se questo appare arrossato e le vene sulle tempie sono piuttosto rigonfie, significa che i piccoli si sono sforzati troppo col pianto.
  • Testa. Il senso di stanchezza può essere comunicato con un movimento della testa che va da parte a parte e che è quasi continuo mentre il senso di fame può essere trasmesso con la testa che si gira su un lato e con il collo che si allunga all’indietro.