Come si può lasciare il lavoro senza deprimersi? Perdere il proprio impiego, o dovervi rinunciare per qualsiasi motivo non è facile. Ma chiudersi in sé stessi e piangersi addosso non serve. Qual è il modo migliore per reagire?

Fondamentale per andare avanti anche senza un’occupazione, almeno temporaneamente, è l’organizzazione. Innanzitutto è preferibile tagliare le spese superflue (e ce ne sono un’infinità: il cappuccino al bar, il tailleur nuovo, le sigarette e altro ancora). Inoltre cercare di abbassare quelle spese così dette fisse.

Pertanto se si ha, ad esempio, un mutuo da pagare, è necessario rinegoziarlo o avviare un prestito a un tasso inferiore rispetto a quello della banca, per poi estinguere il debito più oneroso. La spesa alimentare deve inoltre essere oculata: andare a caccia di offerte è il primo passo verso il risparmio, ma anche non acquistare allo sbaraglio: guardare sempre i prezzi, oltreché le etichette.

Non è certo il momento di vivere al di sopra delle possibilità: quindi non è il caso di pianificare una costosa vacanza o iniziare un progetto di ristrutturazione. Infatti, si deve cominciare a progettare a breve termine, ed è sconsigliato usare la carta di credito per non avere sorprese inaspettate sul conto a fine mese. Prima di lasciare il lavoro bisogna costruirsi una sorta di tesoretto, vale a dire un fondo privato per le emergenze che si costituisce gradualmente rinunciando alle spese superflue.

Per quanto riguarda le relazioni con le altre persone, lasciare il lavoro non vuol dire isolarsi. Bisogna comunque rimanere in contatto con amici e colleghi attraverso i social network, comunicare via email incontrandosi di persona. Via libera quindi agli incontri sociali e/o professionali, che oltreché a far bene all’umore aiutano ad aprire nuove eventuali strade lavorative. Frequentare la Rete, tra l’altro, offre la possibilità di aiutare gli altri e al contempo essere aiutati.

Fondamentale per ripartire con successo, inoltre, è cercare di apprendere nuove abilità e capacità professionali, ad esempio attraverso corsi di formazione regionali o privati. Il curriculum vitae deve essere sempre aggiornato, uno strumento utilissimo per trovare altri lavori che più sono tagliati per le proprie passioni e professionalità.

Se si ha il sentore che ci sia un licenziamento in arrivo, il comportamento migliore è quello di informare la famiglia e mantenere sempre delle linee di comunicazione aperte con il partner, poiché la chiusura può portare alla depressione e questo non aiuta nessuno. Con un atteggiamento costruttivo e comunicativo, infatti, si sentirà meno anche a livello psicologico il peso della perdita del lavoro, e l’impatto causato dalla chiusura di un’esperienza lavorativa sarà in qualche modo meno traumatico.

Fonte: Sheknows