Sapere come leggere le etichette alimentari è indispensabile per una sana alimentazione. L’etichetta, infatti, rappresenta una sorta di carta d’identità dell’alimento, poiché riporta informazioni sul contenuto nutrizionale del prodotto e fornisce una serie di indicazioni fondamentali per comprendere come i diversi alimenti possono concorre o meno a una dieta corretta ed equilibrata.

In Italia, a partire dal 13 dicembre 2014 gli operatori del settore sono obbligati a rispettare le disposizioni generali del Regolamento (UE) 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che aggiorna e semplifica le norme precedenti sull’etichettatura degli alimenti.

Urgenza condivisa anche da diverse associazioni, come il Movimento Consumatori, associazione autonoma ed indipendente senza fine di lucro, nata nel 1985 per iniziativa di un gruppo di cittadini e di esperti, sollecitati dall’esigenza di tutelare i diritti dei consumatori, che già in seno ai lavori del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (l’organo rappresentativo delle associazioni dei consumatori e degli utenti a livello nazionale, istituito nel 1998), ha espresso l’intenzione di lavorare per mettere i consumatori nelle condizioni di essere consapevoli dei propri acquisti alimentari anche attraverso un’attenta lettura delle etichette.

D’altronde, un’informazione esatta ed accurata non può che essere un valore nell’ottica di una corretta consapevolezza rispetto al valore nutrizionale dei singoli prodotti alimentari, come già indicato nel Manifesto del Consumatore Socialmente Responsabile, realizzato e promosso da Movimento Consumatori.

Cosa è importante sapere per imparare come leggere le etichette alimentari? Scopriamolo insieme con questa breve guida.

  • L’etichetta apposta su un alimento deve contenere obbligatoriamente la denominazione dell’alimento e l’elenco degli ingredienti.
  • Le sostanze contenute nel prodotto (compresi additivi e acqua, se supera il 5%) devono essere indicati sull’etichetta in ordine di peso decrescente: il primo ingrediente citato è quello più presente, seguono gli altri fino ad arrivare al meno presente.
  • La dicitura in proporzione variabile vuol dire che nessun ingrediente è prevalente rispetto agli altri.
  • L’etichetta deve riportare anche il peso o il volume netto del prodotto; nel caso di prodotti conservati in un liquido di governo deve essere indicato anche il peso sgocciolato.
  • Deve esserci riportato il termine minimo di conservazione o la data di scadenza, nonché le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego.
  • La dicitura da consumarsi preferibilmente entro indica che le caratteristiche del prodotto rimangono inalterate fino alla data indicata, dopodiché lo si può comunque consumare ma non se ne assicura l’integrità.
  • Il nome del produttore, la sua sede e quella dell’impianto di produzione o confezionamento (se diversa) devono sempre apparire in modo chiaro e leggibile sulle etichette. È da qui che è possibile rintracciare la filiera, sapere quanto distante da noi è stato prodotto un alimento e poterci informare sull’affidabilità del suo produttore.
  • Oltre a questo, per legge le informazioni riportate sulle etichette non devono indurre in errore il consumatore, con scritte ambigue o confuse.
  • Indicazioni come basso tenore di grassi, elevato contenuto di fibre e altre espressioni simili sono indicazioni nutrizionali generiche, che devono essere conformi a definizioni armonizzate, in modo che abbiano lo stesso significato in tutti i paesi dell’Unione europea.
  • Indicazioni come favorisce la digestione, rafforza le difese immunitarie suggeriscono esplicitamente che quell’alimento o un suo specifico componente fa bene alla salute (health claims o raccomandazioni salutistiche).
  • Le indicazioni sulla salute fornite sui prodotti alimentari devono essere preventivamente autorizzate e incluse in un elenco di indicazioni consentite.