L’influenza, come ogni anno, è alle porte: una malattia infettiva acuta quasi inevitabile per molte persone, anche se spesso viene confusa con altre patologie da raffreddamento. È importante dunque riuscire a riconoscerla per curarla: oltre all’influenza, infatti, esistono circa 200 virus diversi che possono attaccare le vie respiratorie, provocando dei sintomi del tutto simili a quelli influenzali.

L’influenza, infatti, porta con sé febbre alta (oltre i 38 gradi), mal di gola, naso chiuso, tosse, brividi, dolori ossei e articolari, mal di testa e un generale senso di malessere e stanchezza: sintomi comuni a molte altre malattie, quali la faringite, la tonsillite e il raffreddore. Per capire, dunque, se si tratta di influenza vera e propria, bisognerebbe studiare il quadro d’insieme ed eseguire dei test specifici, come il tampone naso-faringeo.

Ad essere colpiti dall’influenza, sono soprattutto i bambini, perché le scuole sono da sempre ambienti nei quali il contagio è favorito dai frequenti contatti (per questo motivo sarebbe opportuno non mandare i bambini a scuola già alla comparsa dei primi sintomi simil-influenzali). a essere più a rischio, invece, gli anziani, specie nei casi in cui siano già presenti altre patologie a carico delle vie respiratorie e non: possono infatti verificarsi complicazioni, come polmonite o altre malattie, che in alcuni casi si rivelano letali per gli over 65.

Ma come e quando si propaga il virus influenzale? È più facile che si diffonda soprattutto in quei periodi, come i cambi di stagione, caratterizzati da sbalzi di temperatura, nei quali il sistema immunitario si indebolisce. Il contagio avviene prevalentemente per via aerea, attraverso microscopiche goccioline di saliva emesse dalle persone infette mediante la tosse e gli starnuti (ma anche solo parlando e respirando), ma può verificarsi anche in modo indiretto: ad esempio, stringere la mano a una persona che sta per sviluppare l’influenza, e che magari appare ancora sana, e poi porla inavvertitamente vicino al naso o alla bocca, può trasmettere la malattia.

Prevenire l’influenza, però, è possibile: basta seguire alcune semplici regole, come lavarsi accuratamente le mani, soprattutto dopo aver tossito o starnutito, tossire e starnutire sempre con un fazzoletto di carta davanti alla bocca (e buttarlo subito dopo), usare le mascherine igieniche in caso, ad esempio, di assistenza a una persona malata.

La forma di {#prevenzione} più mirata, è sicuramente il vaccino, il quale permette al nostro sistema immunitario di preparasi all’attacco del virus. La protezione, però, non è totale, poiché i virus dell’influenza, che sono tre, possono dare vita a virus nuovi, o diventare più potenti. Inoltre, l’efficacia del vaccino antinfluenzale è stimata intorno al 60-70%, anche se questi dati, spesso, non sono frutto di studi sperimentali.

Ma, una volta comprovato che si tratta d’influenza, come fare per curarla? Primo punto da chiarire: in generale l’influenza guarisce spontaneamente, nel giro di alcuni giorni. I farmaci antinfluenzali (paracetamolo, ibuprofene o diclofenac) contribuiscono, quindi, “solo” a ridurre i sintomi e ad accelerare il processo di guarigione, mentre è del tutto inutile e addirittura dannoso, in alcuni casi, l’uso degli antibiotici: questi ultimi vanno usati solo sotto lo specifico consiglio del medico, il quale valuterà il rischio di sovrainfezioni batteriche.

Utili, anche in via preventiva o alla comparsa dei primi sintomi influenzali, i classici rimedi naturali della nonna: infusi, bevande calde, alcuni accorgimenti nella dieta, ma, soprattutto, tanto riposo.

Fonte: Help Consumatori.