L’anoressia è sempre più il male che attanaglia la nostra società, quest’ultima definita “società del benessere” – al di là dell’attuale crisi economica – e sempre più votata al culto della forma fisica ideale. L’anoressia è la mancanza di appetito, pertanto un disturbo che riguarda la sfera del comportamento alimentare e colpisce principalmente le giovani donne. Essa può essere definita come malattia psicosomatica; è chiamata così perché si manifesta sia a livello fisico che psicologico.

Queste due manifestazioni dell’anoressia sono strettamente correlate tra loro; la donna vede che il suo fisico non corrisponde a quelli che crede possano essere i canoni di bellezza estetica. Si riscontrano, perciò, una continua perdita di peso, un’interruzione delle mestruazioni, iperattività – cioè il costante bisogno di esercizio fisico, praticato anche in maniera pesante – e in ultima analisi, si deve menzionare l’ipotermia, ovvero un calo della temperatura del corpo. Il cibo perde di valore e il suo rifiuto è portato alle estreme conseguenze.

Questa continua ricerca del corpo perfetto può iniziare con la semplice dieta dimagrante ma non si ferma lì, si è portati a praticare il digiuno, ad assumere lassativi, diuretici e persino ad autoindursi il vomito. A livello psicologico vi è una lenta e continua distruzione dell’io; l’essere insoddisfatta in toto, di sé e della vita, porta il soggetto ad assumere il controllo maniacale del proprio corpo e a instaurare un rapporto ossessivo con il peso.

Il soggetto, in particolare se parliamo delle ragazze che attraversano l’età dello sviluppo, è particolarmente fragile sotto l’aspetto psicologico ed è continuamente minata l’autostima. Infatti, chi soffre di anoressia è indotta a pensare di avere costantemente qualcosa che non va, entrando così in un vortice. Fondamentalmente l’anoressica non si trova a proprio agio di fronte agli altri, si sente addirittura attaccata e per avere il consenso dell’altra persona è portata a fare ciò che gli si chiede.

Dunque, il credere di non essere accettati conduce a non accettare se stessi. Chi è affetta da anoressia deve essere aiutato proprio sotto l’aspetto psicologico, iniziando un lento processo che porta all’accettazione di sé; in tutto questo gioca un ruolo molto importante l’affetto delle persone care, in primis della famiglia, pronta a dare tutto il suo amore e sostegno.