La carriera è fatta di grandi passi avanti, di crescita professionale, di continui aggiornamenti e contatti proficui. Ma è anche composta da piccole azioni quotidiane, continuamente monitorate dai superiori per avere una visione più ampia del lavoratore.

Per questo è bene fare attenzione proprio a quelle piccole abitudini in apparenza ininfluenti, ma che potrebbero rovinare la carriera. Bisogna partire da un presupposto: si fa strada solo se si lavora in maniera indefessa, se non si sbaglia mai un colpo, se si è precisi, puntuali e professionali in tutto ciò che si fa.

Se l’immagine che ci si costruisce è quella ora indicata, allora un piccolo sbandamento, magari dovuto a emergenze o cause di forza maggiore, può essere tollerato. Ma se le cattive abitudini diventano la norma, allora si può essere certi che fare carriera sarà molto più difficile del previsto.

Tra queste, la prima cattiva abitudine che molti lavoratori hanno è navigare su Internet durante le ore di lavoro. Per l’87 per cento dei manager interpellati nel corso di un sondaggio, la continua esplorazione del Web da parte dei dipendenti rappresenta qualcosa di intollerabile. Non si fa certo bella figura se si è colti in flagrante dal capo, magari mentre si sta chattando o si sta attentamente scorrendo la bacheca di Facebook. Non solo quest’atteggiamento concorre a costruire una cattiva immagine del lavoratore – che sembra pensare ai fatti propri sul lavoro – ma porta ad allungare i tempi di lavoro e a ritardare le scadenze.

La stessa cosa va detta per gli SMS. Sul lavoro molti evitano di chiamare o farsi chiamare – a meno che non si tratti davvero di un’emergenza – e quindi preferiscono spedire brevi messaggi, azione meno evidente agli occhi del superiore. Tuttavia, se gli SMS diventano troppi, la cosa può rappresentare un problema. Una persona con gli occhi sempre puntati verso le tasche e sullo schermo del telefono cellulare non dà una bella immagine di sé: chi pensa al telefono di sicuro non terrà alta la concentrazione durante le riunioni o durante la mansione che sta svolgendo.

Queste due abitudini rappresentano l’inflitrazione della vita personale in quella lavorativa. Ma se le cattive abitudini deformano l’attività che si deve svolgere? Arrivare a lavoro sistematicamente in ritardo, ad esempio, non è una buona azione per la propria carriera, specie se, oltre ad arrivare in ritardo, si va subito a prendere il caffè o ci si prende troppe pause a ogni ora. Anche non rispettare le scadenze non è affatto una buona pubblicità per se stessi. Allo stesso modo, gestire male i contatti con i clienti, rispondendo loro in ritardo, può avere effetti negativi sull’azienda per cui si lavora. Il lavoratore che vuole far carriera arriva a lavoro in orario, fa gli straordinari e rispetta qualsiasi tipo di consegna – non è solo un modo per avanzare di carriera, ma anche una forma di rispetto verso se stessi, i colleghi e il proprio lavoro.

Infine, mai scaricare sugli altri il proprio lavoro. Delegare troppo non contribuirà affatto a sembrare un buon lavoratore: si può delegare laddove ci sia una solida collaborazione e laddove il lavoro effettivamente lo richieda. Ma se si affidano agli altri i propri compiti solo per alleggerire la giornata di lavoro e approfittarsene non si farà altro che distruggere sul nascere la propria carriera.

Fonte: Career Bliss