Occasione, silhouette, abbinamenti e condizioni di salute sono le coordinate in base alle quali bisognerebbe scegliere il tacco giusto. Non è detto che un tacco alto sia l’ideale in ogni momento della giornata e che una scarpa flat sappia abbellire tutti i fisici; d’altro canto, i medici sono tutti abbastanza unanimi nel bandire altezze che superino i 5 centimetri.

Vediamo allora, a seconda dei diversi parametri come si possa arrivare a scegliere il tacco giusto.

I tacchi e le donne

  • I tacchi alti slanciano le gambe, armonizzano la silhouette e regalano una manciata di centimetri in più e molta autostima. Stilisti e brand fanno a gara ogni anno per realizzare scarpe con tacchi sempre più alti, sempre più vistosi, sempre più importabili, a rischio anche di far cadere sulle passerelle le stesse indossatrici (come dimenticare la clamorosa caduta di Noemi Campbell nel 1993, dall’alto delle sue vertiginose Vivienne Westwood?).
  • Sempre meglio, quindi, non superare mai i 13 centimetri. Basandosi sul Teorema di Pitagora (il tacco e la scarpa formano infatti un triangolo col terreno sottostante), il prof. Stevenson dell’Università britannica del Surrey ha infatti stabilito una formula secondo la quale è questa l’altezza massima per evitare di cadere.

Secondo la silhouette

  • Le donne alte, se slanciate e longilinee, possono scegliere anche ballerine e sandali flatform.
  • Chi ha gambe robuste dovrebbe evitare il tacco a rocchetto, perché tende ad allargare la figura.
  • Un tacco a spillo di 8 centimetri è perfetto per una serata più mondana, per tutte le tipologie.
  • Le donne basse possono osare anche un tacco di 9 centimetri, prestando attenzione al momento della giornata, all’abito che si indossa e alla corporatura.
  • Se le caviglie non sono sottili è meglio evitare tacchi di 3,5-4 cm.
  • Se oltre ad essere di bassa statura il fisico è anche molto magro, non vanno indossate le scarpe con tacco a gattina di 5 cm né quelle con tacco cubano di 8 cm. No anche ai tacchi a spillo di 8 cm.
  • Se la corporatura è un po’ robusta, anche per le più alte, andranno bene scarpe con la zeppa o comunque tacchi più spessi per mantenere una giusta proporzione; sì anche a décolleté che notoriamente slanciano la figura.

Secondo i medici

  • Fino a qualche tempo fa la categoria si limitava a lanciare strali contro i tacchi alti a causa di problemi alla schiena e alla postura, ora una ricerca inglese, pubblicata sul Journal Of Experimental Biology, ha esaminato 80 volontarie tra i 20 e i 50 anni, solite ad indossare da almeno 2 anni tacchi di altezza superiore ai 5 centimetri. Le risonanze magnetiche e gli esami agli ultrasuoni effettuati hanno attestato i danni provocati. Successivamente il team ha ripetuto gli esperimenti su un gruppetto di donne che, al contrario, non riusciva proprio a fare a meno delle scarpe da ginnastica. I risultati erano opposti a quelli ottenuti tramite il primo gruppo. Ad accorciarsi, a lungo andare, sono le fibre muscolari: un accorciamento del 13% che determina anche l’ipertensione dolorosa passando da un tacco alto ad una scarpa bassa. Per compensare questo accorciamento si realizza un ispessimento del tendine d’Achille permettendo alle amanti dei tacchi di camminare in maniera ottimale, ma provocando disagio quando si indossano le scarpe basse perché, così ispessito, il tendine non riesce ad allungarsi a sufficienza. Spazio alle ballerine, dunque? Assolutamente no, perché anche questo modello causa numerosi disturbi, come ad esempio dolore ai piedi, fasciti plantari, tallonite, caviglie gonfie, dolore alla caviglia. Il responso? Il tacco giusto è sotto i 5 centimetri.
  • È stato calcolato che l’elevazione ideale per il piede è di 2-3 centimetri: un tacco più basso o più alto contribuisce, infatti, a creare squilibri e sbilanciamenti nella postura e nell’andatura, dando origine a problematiche di diverso tipo (errori posturali, mal di schiena, dolori lombari e sacrali, gambe pesanti, caviglie gonfie, cattiva circolazione sanguigna e/o linfatica e così via).